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Il punto dopo le gare di venerdì 25 novembre

Dopo due sconfitte in altrettante gare, il Qatar diventa la peggior nazionale ospitante della storia della Coppa del Mondo ed è già fuori dal torneo. Spera invece l’Iran, quasi fatta per l’Inghilterra. 

Ha partecipato al suo primo Mondiale perché lo ha organizzato. Ma sul campo il Qatar ha dimostrato di non essere pronto, nonostante la lunga preparazione e un ritiro durato praticamente cinque mesi. Dopo l’esordio amaro con l’Ecuador è arrivata un’altra sconfitta per la compagine asiatica, stavolta contro il Senegal. Il bilancio di un gol fatto e cinque subiti racconta perfettamente come la formazione guidata dallo spagnolo Félix Sánchez Bas non sia stata adeguata al livello di una competizione tanto attesa dall’intera popolazione della penisola araba. Che oggi, con un turno d’anticipo, saluta già il torneo come la peggiore nazionale ospitante che la storia ricordi, incapace di racimolare punti in due apparizioni. 

Anche il Sudafrica, unico altro caso in ventidue edizioni di Coppa, venne eliminato subito da Paese ospitante nel 2010 ma soltanto all’ultima giornata e con uno score certamente migliore. Ci sarebbe ancora la terza partita per i persiani, ma il pareggio tra l’Olanda e l’Ecuador toglie ogni speranza. Per questo motivo l’ultima sgambata con i tulipani potrà servire per congedarsi con onore, consapevoli che c’è tanto lavoro da fare per far crescere il movimento calcistico nel golfo Persico. D’altro canto nessun calciatore tra le fila del Qatar gioca in Europa e neppure in qualche campionato più competitivo come può essere qualcuno del Sudamerica, nulla. Tutti militano in patria e per questo motivo la Coppa rappresentava per tanti l’unica vetrina internazionale da poter cogliere. Il futuro è tutto da scrivere: ma per tornare a vivere emozioni così servirà necessariamente passare attraverso il rettangolo verde. Come avvenuto nella storica Coppa d’Asia vinta nel 2019. 

Olanda vicina agli ottavi, testa a testa Ecuador-Senegal

Se per il Qatar i prossimi ed ultimi novanta minuti del Gruppo A rappresenteranno una mera, per quanto significativa, occasione d’orgoglio, per le altre tre contendenti c’è in palio la qualificazione. Ad oggi a comando del girone c’è l’Olanda che ha però fallito il match point con l’Ecuador portando a casa appena un pareggio. Teoricamente il passaggio del turno sarebbe soltanto una formalità per i tulipani che dovrebbero semplicemente battere i padroni di casa, apparsi tutt’altro che irresistibili nelle altre gare. 

A quel punto il testa a testa decisivo sarebbe quello che vede opposti l’Ecuador e il Senegal con i sudamericani che partono dal vantaggio di due risultati su tre a disposizione. La squadra di Gustavo Alfaro ha infatti un punto in più in classifica, specialmente grazie all’apporto realizzativo di Enner Valencia autore già di tre gol. Contro gli africani, però, il centravanti di proprietà del Fenerbahce potrebbe non esserci: la punta è infatti uscita acciaccata dall’ultimo confronto con l’Olanda e la sua presenza è al momento in forte dubbio. Da eroe nazionale, da Quito si augurano non diventi rimpianto e gli chiedono di stringere i denti e condurli più lontano possibile. 

Equilibrio nel Gruppo B, spera anche l’Iran

Da un’asiatica che se ne va ad un’altra che invece, a sorpresa, potrebbe proseguire il cammino all’interno del torneo. Dopo l’avvio choc contro l’Inghilterra, con addirittura sei gol presi, l’Iran ha infatti preso le misure della competizione ed è riuscito a battere clamorosamente il Galles portandosi a tre lunghezze. A questo punto la formazione guidata da Carlos Queiroz si giocherà tutto nello scontro diretto con gli Stati Uniti previsto per martedì sera. Praticamente una finale con la vincente che si guadagnerà di diritto gli ottavi a prescindere dall’esito dell’altra partita. 

Il Gruppo B si è dimostrato particolarmente equilibrato: la più accreditata, alla vigilia, era sicuramente l’Inghilterra, che però nella seconda giornata non è riuscita a chiudere anzitempo il discorso qualificazione, accontentandosi di fatto di un pareggio a reti bianche contro la nazionale a stelle e strisce. Ad ogni modo basterà un altro pari alla squadra di Gareth Southgate per andare avanti nella competizione. C’è insomma speranza per tutti. Anche per il Galles, seppur ridotta al lumicino, che ha soltanto un punto ed è oggettivamente quello messo peggio. 

All’ultimo respiro avrà infatti il confronto con i Tre Leoni, sulla carta terribile. E neppure la vittoria sarebbe sufficiente a Bale e compagni per raggiungere lo step successivo. Servirebbe infatti una goleada con la differenza reti che per il momento è di meno due per i gallesi e più quattro per l’Inghilterra: una montagna quasi insormontabile che fa capire come il rendimento del team di Robert Page sia stato al di sotto delle aspettative. Il sorteggio sulla carta non era stato terribile per i biancorossi, il cui destino è invece ora appeso a un filo sottilissimo e per questo parecchio fragile. 

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