La Serie A è alle porte e si inizia a dibattere su chi siano le squadre favorite, chi potrà essere una sorpresa e se il Napoli riuscirà ad affermarsi per il secondo anno di fila. Abbiamo pensato, dunque, di dare vita al dibattito che verrà fuori nei bar di paese, nei gruppi WhatsApp e durante le aste del fantacalcio. Quale sarà la squadra a vincere la Serie A?
Marco Seminara
A Milanello si respira un’aria simile a quella della stagione 2010/2011, l’anno in cui Massimiliano Allegri si sedette per la prima volta sulla panchina del Milan. L’obiettivo di quella stagione? Semplice, interrompere il dominio dell’Inter in Serie A.
È proprio qui che iniziano le similitudini con la stagione attuale, eppure è un Milan diverso, i protagonisti sono diversi, il calcio è cambiato e anche Allegri si è evoluto.
Il Milan del 2010 poteva contare ancora su bandiere come Gattuso, Inzaghi o Ambrosini, e ancora Seedorf, Pirlo e Nesta, ma anche sull’immenso talent di Pato, Ronaldinho e Thiago Silva e l’imprevedibilità di gente come Robinho o Kevin Prince Boateng.
Quell’anno i rossoneri non partivano da favoriti, la squadra si trovava alla fine di un ciclo, tanti dei protagonisti avevano già vinto tutto e trovare le motivazioni fu compito di un giovane Massimiliano Allegri.
Non a caso la vittoria dello scudetto di quella stagione, il Milan la costruì negli scontri diretti con Napoli e Inter tra tutte, mostrando un carattere rimasto nascosto dopo la vittoria della UEFA Champions League nel 2007.
Quest’anno il compito di Allegri sarà simile, ma con sfumature e protagonisti totalmente diversi, e con delle difficoltà in più. Il Milan arriva da una delle stagioni peggiori degli ultimi 20 anni; solo nell’annata 2014/2015 riuscì a fare peggio con un decimo posto.
In realtà non si tratta neanche di piazzamenti, ma di carattere. È la personalità che è mancata la scorsa stagione, perché è facile mostrare il carattere contro le grandi, ci vuole testa però anche contro le altre squadre.
Per questo motivo il compito di ‘ricostruzione’ della squadra da parte di Massimiliano Allegri passerà dalla testa: è su quella che il livornese dovrà lavorare più che sulle qualità dei singoli o sul lavoro fisico.
Tutto ciò rende il Milan una delle incognite di questo campionato. Ai nastri di partenza, quando manca ancora tanto alla fine del calciomercato, le favorite non possono che essere Napoli, fresco di tricolore, e l’Inter che, nonostante il cambio in panchina, rimane la squadra che ha giocato due finali di UEFA Champions League negli ultimi tre anni.
Non dimentichiamoci, però, che in panchina i rossoneri hanno visto arrivare un uomo dal carattere importante, un allenatore che conosce bene la formula per la vittoria. Se a questo aggiungiamo le qualità della rosa, con Leão che rimane per fare quello step a ‘giocatore mondiale’ che gli manca, e un mercato finora che ha visto arrivare giovani interessanti e un Pallone d’Oro come Luka Modrić, il Milan potrebbe sorprendere tutti.
D'altronde non c’è bisogno di fare 100 punti in Serie A, ma ne basta uno in più di quello che arriva secondo: “Corto muso” cit. Massimiliano Allegri.
Matteo Di Mango
Questo potrebbe essere l’anno giusto per una sorpresa. Riconfermarsi è sempre la cosa più difficile. Per il Napoli cambiano tantissime dinamiche e con il mercato faraonico dei partenopei ci si aspetta che la squadra possa essere competitiva fino alla fine su tutti e tre i fronti. Rispetto allo scorso anno cambiano molti fattori. Giocare la UEFA Champions League contro le migliori squadre del mondo toglie molto energie in vista del campionato. Lo scorso anno l’Inter ha perso punti fondamentali proprio perché ha dato priorità alla coppa dalle grandi orecchie e poi in Serie A la concentrazione e le energie sono inevitabilmente venute meno. Inoltre il Napoli ha puntato su giocatori che dispongono sicuramente di molto talento ma forse potrebbero aver bisogno di un periodo di adattamento in un campionato estremamente fisico e tattico come quello italiano. La qualità di giocatori come Lang e De Bruyne non si discute, ma un conto è giocare contro le squadre aggressive, che tendono a mantenere un baricentro alto della Premier League o dell’Eredivisie e un conto è giocare contro le squadre italiane che tendono ad arroccarsi in difesa per difendere il risultato e partire in contropiede. Quantomeno inizialmente determinati giocatori potrebbero soffrire il cambio e necessitare di tempo per prendere le misure.
L’Inter sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Una sconfitta come quella subita in finale cambia e scuote tutti gli equilibri trovati. Inzaghi aveva costruito dei meccanismi delicatissimi che necessitavano un’intensità tanto fisica quanto mentale per poter performare al meglio. Chivu non sembra avere intenzione di proseguire sulle orme del suo predecessore ma creare un nuovo stile di gioco tutto suo. Anche in questo caso ci sarà bisogno di tempo per oliare i meccanismi e i risultati potrebbero non essere immediati.
A questo punto allora ci si potrebbe chiedere chi potrebbe essere la sorpresa.
La Juventus nonostante non parta di certo come favorita ai nastri di partenza, dispone comunque di una grande rosa. Le cose non sono andate bene con Motta ma con un nuovo allenatore e giocatori come Bremer e Cabal a disposizione, che possono essere considerati a tutti gli effetti dei nuovi acquisti la Juventus può dire la sua.
L’Atalanta di Juric rimane un’incognita, ma la rosa è rimasta più o meno la stessa. Il gioco di Juric è molto simile a quello di Gasperini e all’allenatore croato basterà seguire le tracce del tecnico piemontese.
Attenzione anche alla Roma di Gasperini. I giallorossi hanno dimostrato nello scorso girone di ritorno di poter tenere ritmi da scudetto. Nel caso in cui gli innesti che sono arrivati dal mercato dovessero rivelarsi funzionali allora anche i capitolini potrebbero dire la sua.
Per quanto difficile non è vietato sognare neanche a realtà come il Como. I lariani sono tra i pochi a non aver cambiato allenatore e anche loro hanno investito tanto e bene sul mercato.
Anche il Bologna non ha cambiato allenatore e non ha perso troppi pezzi pregiati, dopo la Coppa Italia conquistata lo scorso anno l’entusiasmo è alle stelle e non c’è alcuna intenzione di volersi fermare.
Jason Sisca
Dopo la lotta con l'Inter durata fino all'ultima giornata di campionato, il Napoli di Antonio Conte cercherà di vincere il suo secondo Scudetto consecutivo. Un'impresa che non è ancora stata compiuta nella storia del club partenopeo, neanche ai tempi di Maradona. Con molte squadre che hanno cambiato allenatore durante l'estate e con investimenti importanti nella rosa (come Lang e De Bruyne), i partenopei sono i favoriti per la vittoria della prossima Serie A.
Ad oggi, Vanja Milinkovic-Savic (Torino), Sam Beukema (Bologna), Noa Lang (PSV Eindhoven), Lorenzo Lucca (Udinese) e, soprattutto, Kevin De Bruyne (Manchester City) vanno ad aggiungere qualità, quantità e opzioni per Antonio Conte nella prossima stagione – a differenza delle più accreditate rivali che sul mercato hanno operato in maniera più oculata.
A parte Dan Ndoye (finito al Nottingham Forest), il direttore sportivo Giovanni Manna è riuscito a consegnare all'ex allenatore di Juventus e Inter tutti i principali obiettivi di mercato, pronti per la loro prima partita della nuova stagione, in trasferta al Mapei Stadium contro il Sassuolo (vincitrice dell’ultima Serie B).
Altre concorrenti allo Scudetto, come Roma e Milan hanno avuto difficoltà a completare la rosa prima dell’inizio del ritiro e anche Inter e Juventus sembrano essere in ritardo nei confronti dei partenopei. Inoltre il nucleo della squadra campione d’Italia è rimasto intatto e alcune delle figure chiave che hanno vinto il titolo sotto la guida di Luciano Spalletti indossano ancora la maglia del Napoli (Alex Meret e Amir Rrahmani hanno giocato un ruolo cruciale in entrambi i trionfi in Serie A).
Non si può negare che alcune delle altre contendenti al titolo stanno rafforzando le loro squadre con buoni innesti: Luka Modric e Ange-Yoan Bonny si sono uniti rispettivamente a Milan e Inter, il che aumenterà la profondità nelle loro rose aggiungendo esperienza (nel caso di Modric) e imprevedibilità (nel caso di Bonny). Lo stesso vale per la Juventus, che ha riconfermato la permanenza di Francisco Conceição con grande fatica, per poi concludere la trattativa durante il loro tour estivo.
Un altro motivo per cui scelgo il Napoli per difendere il titolo è semplicemente dovuto ai grandi cambiamenti in corso all'Inter, sia in campo che in panchina. Nonostante sia arrivata fino alla fine la scorsa volta, penso che ci siano troppi cambiamenti nei nerazzurri, qualcosa che favorirà enormemente il Napoli. Christian Chivu non sembra ancora pronto per una panchina importante e il compito che lo attende è senza dubbio molto impegnativo.
Una squadra a fine percorso e un pessimo Mondiale per Club potrebbero aver già intaccato le possibilità dell'Inter di conquistare la vittoria della Serie A prima ancora che la stagione abbia inizio. Nel complesso, il Napoli inizia l’annata come uno dei favoriti per vincere il suo 5º Scudetto. Con un Antonio Conte più affamato che mai, investimenti importanti nella squadra, tra cui Kevin De Bruyne, e i segnali di un'Inter indebolita, tutto lascia presagire un campionato da protagonista.