Stanno per iniziare i Giochi del Commonwealth, in programma a Glasgow, in Scozia, dopo la rinuncia dello stato australiano di Victoria. Un'edizione nel segno degli sport paralimpici.
Tutto pronto per i Giochi del Commonwealth. Nonostante qualche brivido di troppo (si era vociferato addirittura di un rinvio), dal 23 luglio al 2 agosto è la città di Glasgow a ospitare l'edizione 2026, con un modello ripensato da zero: compatto, sostenibile e con un budget contenuto rispetto alle passate edizioni. La città scozzese, come è noto ormai da tempo, prende il posto dello stato australiano di Victoria, che ha rinunciato alla luce dei costi ritenuti troppo alti.
Per stare nei tempi e nei costi, gli organizzatori hanno tagliato drasticamente il programma: 10 sport in gara, contro i 19 di Birmingham 2022, distribuiti in appena 4 poli racchiusi in un raggio di 13 chilometri (8 miglia). Un modello da manuale di riconversione degli impianti, che porta con sé anche 6 discipline paralimpiche integrate nelle stesse sessioni di gara: si tratta del programma paralimpico più ampio nella storia della manifestazione, per un totale di 215 ori in palio in dieci giorni. Una rivoluzione copernicana.
• Scotstoun Stadium: atletica e atletica paralimpica
• Tollcross International Swimming Centre: nuoto e nuoto paralimpico
• Sir Chris Hoy Velodrome (il complesso che comprende anche la Glasgow International Arena): ciclismo su pista, ciclismo paralimpico su pista e ginnastica artistica
• SEC Centre: pugilato, judo, bowls (para compreso) e basket 3x3, anche in carrozzina
• OVO Hydro: netball, oltre alle cerimonie di apertura e chiusura
• SEC Armadillo: sollevamento pesi e powerlifting paralimpico
La cerimonia di apertura del 23 luglio si terrà all'interno dell'Hydro: è la prima volta nella storia dei Giochi che la cerimonia inaugurale si svolge al chiuso.
Circa 74 nazioni e territori membri del Commonwealth sfilano a Glasgow, per un totale di oltre 3.000 atleti. Tra i nomi più attesi:
Max Whitlock (ginnastica artistica, Team England): è tornato sugli attrezzi dopo il ritiro annunciato nel 2024, con l'obiettivo dichiarato di arrivare a Los Angeles 2028. Ha già 10 medaglie ai Giochi del Commonwealth, quattro delle quali d'oro. Sarà la sua quarta partecipazione e, dice lui stesso, l'ultima.
Duncan Scott (nuoto, Team Scotland): il padrone di casa è l'atleta scozzese più decorato nella storia dei Giochi, con 13 medaglie in tre edizioni. A Tollcross tornerà nella stessa vasca dove, diciassettenne, vinse la sua prima medaglia internazionale nel 2014. Difenderà i titoli conquistati a Birmingham nei 200 stile libero e nei 200 misti.
Angharad Evans (nuoto, Team Scotland): di origini gallesi, ma gareggerà per il Team Scotland, avendo maturato il numero di anni di residenza necessari (si allena all'Università di Stirling, proprio come Scott). Nel 2026 ha già firmato i tempi più veloci al mondo sia nei 100 che nei 200 rana, ed è la grande favorita in entrambe le distanze.
Per l'Italia e il resto d'Europa continentale i Giochi del Commonwealth saranno visibili su Warner Bros. Discovery, che trasmetterà l'evento in diretta tv e streaming attraverso i canali Eurosport e tramite le piattaforme HBO Max, Discovery+, DAZN, TIMvision e Prime Video Channels.