Gravina è pressato per le dimissioni. Si pensa a Galliani o Malagò come possibili sostituti.
Bufera, preannunciata e quasi scontata, nella FIGC. Infatti, ieri Gravina, nell’intervista post-partita, ha fatto capire che non si sarebbe dimesso e che tutte le decisioni sul futuro sarebbero state prese dal consiglio. Un consiglio, però, forse troppo vicino al presidente. La stampa, i tifosi e addirittura i vertici della polemica stanno chiedendo le dimissioni del presidente della FIGC a gran voce.
Abodi, il ministro dello sport, ha chiesto le dimissioni di Gravina. La politica, rappresentata dal ministro dello sport Abodi, ha chiesto di fatto a Gravina di dimettersi. Abodi ha dichiarato che il calcio italiano va rifondato con un rinnovamento dei vertici della FIGC. Una maniera, discreta ma neanche troppo, di chiedere a Gravina di fare un passo indietro.
A questo punto, assumersi le responsabilità del fallimento risulta essere quantomeno il minimo.
Qui il virgolettato del ministro dello sport: "È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l'impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. Reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l'importanza e il livello professionistico di altri sport".
I primi nomi che vengono in mente sono figure di spicco che hanno contribuito alla crescita del calcio italiano. Il primo è Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, e il secondo è Adriano Galliani, importante figura nel Milan di Berlusconi e uno dei personaggi che ha permesso al Monza di tornare in Serie A.