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F1: Gran Premio d’Ungheria, Verstappen e Red Bull nella storia

L’olandese conquista la settima vittoria consecutiva e mette nel mirino il primato di Vettel. La casa austriaca eguaglia il record della McLaren: 11 successi di fila da inizio campionato.

Incredibile Red Bull, immenso Max Verstappen. Anche il Gran Premio d’Ungheria vede trionfare il campione del mondo classe ‘97, che conquista la sua settima vittoria consecutiva, la nona stagionale, e fa entrare (ancora di più) nella storia la scuderia anglo-austriaca. Con questo successo, infatti, la Red Bull eguaglia il record del 1988 della fortissima McLaren Honda, che con Ayrton Senna e Alain Prost conquistò 11 GP consecutivi dall'inizio della stagione.

Se in quella annata il brasiliano ne vinse 7 e il francese 4, qui il primato è marchiato a fuoco da un Verstappen che vuole riscrivere la storia delle quattro ruote. Un record che potrà essere aggiornato già tra una settimana, quando si terrà il Gran Premio del Belgio sul mitico circuito di Spa-Francorchamps. Poi, nel caso, nel mirino ci finirà Sebastian Vettel, fermo - si fa per dire - a nove vittorie consecutive, sempre a bordo della Red Bull: dimostrazione che parliamo di un progetto che non nasce certamente ieri. Zero improvvisazione.

La gara: la McLaren ormai non è più una sorpresa

La pole position di Lewis Hamilton, che rimane l’uomo con più vittorie sull’Hungaroring (otto nello specifico), aveva fatto pensare ad una domenica diversa dalle altre. Invece, pronti via e Verstappen brucia sul tempo il pluricampione del mondo inglese, protagonista a sua volta di una partenza disastrosa, superato prima da Piastri e poi dal sempre più convincente Lando Norris. 

Una menzione particolare la merita proprio quest’ultimo, che chiude la corsa al secondo posto, conquistando il secondo argento consecutivo e riuscendo a tenere dietro di sé l'altra Red Bull di Sergio Perez. Una crescita esponenziale da parte del classe '99, rinato a luglio (dal quarto posto in Austria) e capace così di archiviare definitivamente un avvio di stagione veramente complicato e spesso fuori dalla Top 10 della domenica.

Un po’ sfortunato, invece, l’altro pilota della McLaren: Oscar Piastri ha accarezzato per lungo tempo il sogno del primo podio in Formula 1, ma è stato penalizzato da alcune scelte in ottica pit stop. Per l'australiano, comunque, un ottimo quinto posto e la sensazione che il risultato di prestigio a stretto giro arriverà. 

Buon terzo posto per Perez, protagonista di un buon finale sulla sua Red Bull: il messicano ancora non riesce a garantire una certa continuità, a differenza del famelico Verstappen, che dal sorpasso al via ai danni di Hamilton ha messo sempre più distanza tra sé e gli avversari.

Le delusioni di giornata: da Hamilton alle due Ferrari

Hamilton non è riuscito a confermarsi dominatore d'Ungheria: prosegue, così, l'incredibile digiuno di vittorie che dura ormai da una stagione e mezza. Se il sette volte campione iridato aveva qualche speranza, stesso non si può dire per la Ferrari: obiettivamente, è difficile catalogare la Rossa di Maranello tra le delusioni di giornata, perché ormai parliamo di una certezza. Di una triste certezza. Leclerc (anche penalizzato) non va oltre il settimo posto, Carlos Sainz lo segue a ruota: in realtà, l'unico protagonista di un'azione positiva è proprio lo spagnolo, che al via riesce a scalare cinque posizioni, dall'undicesimo al sesto posto. 

Per il resto, però, veramente poco da segnalare, oltre il solito passo gara al di sotto delle aspettative e una gestione delle gomme tutt’altro che soddisfacente. Male anche Fernando Alonso, che non riesce ad andare oltre il nono posto, seguito dal compagno di squadra Lance Stroll (lo stesso che due anni fa, nello stupore generale, conquistò il primo posto proprio in quel di Mogyorod).

Tra una settimana si corre in Belgio

Prima della lunga pausa di agosto (si tornerà a correre il 27), luglio si chiude con l'attesissimo appuntamento di Stavelot, sede del circuito belga di Spa-Francorchamps. Un'altra pista a forti tinte Red Bull, come certificano i recenti due successi consecutivi di Verstappen e le precedenti vittorie di Sebastian Vettel (un trionfo anche con la Ferrari) e Daniel Ricciardo (a proposito, l'australiano è tornato a correre proprio in Ungheria con l'AlphaTauri, ma le cose non sono andate per il meglio). 

Riflettori puntati anche sul monegasco Leclerc, che proprio in Belgio - nel 2019 - ha raccolto una delle sue cinque affermazioni alla guida della Ferrari. Di questi tempi, però, difficile pensare a buoni auspici: alla Rossa, fa tristezza dirlo, servirà un miracolo per tenere dietro un Verstappen così.

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