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Euro 2024: l’Italia proprio non riesce ad ingranare. Speranza Retegui

Tiriamo le somme dopo la sconfitta contro l’Inghilterra e la brutta prestazione contro una squadra modesta come Malta. Il ct Mancini sembra orientato a dare spazio ad altri oriundi, ma a mancare al momento è la proposta di gioco.

Una sconfitta, una vittoria e poche, pochissime indicazioni positive. L’Italia di Roberto Mancini non riesce ancora a tirarsi fuori dal pantano in cui si ritrova da più di un anno, e cioè dalla seconda (clamorosa) esclusione da un Mondiale di calcio. A dimostrarlo le prestazioni nei primi due match del Gruppo C della fase di qualificazione a Euro 2024: da un lato l’orribile primo tempo contro l’Inghilterra (che tranquillamente poteva dilagare, prima della reazione di Verratti e compagni), dall’altro la prova incolore al cospetto della volenterosa ma modesta Malta di Marcolini. Veramente poca roba per la nazionale campione d’Europa in carica, una nazionale che deve assolutamente dare il via ad un nuovo corso, per tornare a dare del tu alle big del calcio internazionale. Il problema, però, è che manca il materiale, con la Serie A che propone ormai pochi giovani talenti italiani: non sorprende, così, che Mancini sia intenzionato a prendere a piene mani dal serbatoio degli oriundi.

L’uomo del momento: Mateo Retegui. L’inizio di una nuova era oriunda?

Il vero volto positivo in casa degli azzurri è proprio un calciatore di origini argentine come Mateo Retegui, autore di due gol in altrettante presenze in azzurro. Un bottino niente male per iI classe '99, che si conferma un vero e proprio cecchino: per lui parlano anche i 29 gol realizzati in una stagione e mezza con la maglia del Tigre, squadra che lo ha acquistato in prestito con diritto di riscatto dal Boca Juniors e che adesso già pregusta una sontuosa plusvalenza.

Retegui è, a conti fatti, tra le poche note liete di questa prima spedizione europea della truppa di Mancini: non sorprende, così, che sia già finito nel mirino di alcune grandi squadre italiane, l’Inter su tutte. Oltretutto, parliamo di un elemento che ha dalla dalla sua i movimenti del centravanti vero: basti pensare al gol che ha dimezzato il vantaggio contro l’Inghilterra, in cui si è fatto trovare sulla zolla giusta, stoppando alla grande l’assist e trafiggendo Pickford con un destro ad incrociare da manuale. Bravo a giocare sul filo del fuorigioco, dotato di un ottimo tiro ed efficace nel gioco aereo: queste le caratteristiche di Retegui e l’impressione netta è avere trovato finalmente una valida alternativa a Ciro Immobile, con buona pace di uno Scamacca che - condizionato anche dagli infortuni - ha conosciuto una involuzione allarmante dal suo passaggio al West Ham.

Inutile negare che Mancini abbia avuto ragione con la convocazione (decisamente a sorpresa) dell’attaccante del Tigre. Ora il commissario tecnico sembra intenzionato a dare spazio ad altri oriundi: c’è già chi fa i nomi di giovani talenti sempre provenienti dall’Argentina, ma lo straniero dalle lontane origini italiane più vicino sembra essere il leccese Strefezza, che potrebbe regalare un po’ di imprevedibilità sulla fascia.

Il gioco non entusiasma: basta riconoscenza, serve una strada nuova

Il primo tempo con l’Inghilterra ha palesato ancora una volta una verità ormai davanti agli occhi di tutti: l’Italia non regge più il doppio playmaker, soluzione da un lato troppo “leggera” per il calcio moderno e dall’altro diventata ormai troppo prevedibile. Per la serie: a Euro 2020 il mondo ci ha analizzati e ora quel sistema di gioco non ha più segreti. Al pari di Jorginho e Verratti non fa più paura nemmeno un Barella ormai lontano parente di quello visto nell’ultimo biennio tra nazionale e Inter. Tutto il centrocampo appare sottotono e per questo sorprende molto la bocciatura dello juventino Locatelli e l’impiego parziale di un Tonali che al contrario degli altri colleghi di reparto riesce a garantire un rendimento costante.

Manca il guizzo sugli esterni: Chiesa e Zaniolo potrebbero servire come il pane

I due match della fase di qualificazione hanno messo in mostra i grandi limiti della zona nevralgica della metà campo ma anche del gioco sugli esterni, dove il solo Di Lorenzo è apparso all’altezza della situazione. Sull’out di sinistra sembra mancare un terzino che riesca a dare maggiori garanzie rispetto a Spinazzola (che rimane una soluzione di tutto rispetto, ma va gestito). Vanno ancora peggio le cose nel reparto avanzato, con i vari Grifo, Politano e Gnonto che non sembrano profili da grande nazionale: la speranza, in questo senso, è riposta in Federico Chiesa (a proposito, il ginocchio sta bene) e in uno Zaniolo che è volato in Turchia per ritrovare se stesso. Con loro un centravanti vero come Retegui potrebbe fare vagonate di gol.

Nella retroguardia serve una rivoluzione verde: è l’ora di Scalvini e Bastoni

Chiudiamo questa analisi delle prime due gare per Euro 2024 degli azzurri dando uno sguardo alla cerniera centrale della difesa. Anche qui le note non sono liete: contro l’Inghilterra Acerbi e Toloi hanno palesato limiti sconcertanti; discorso simile, ma fortunatamente senza particolari danni (vista l’inefficacia dell’attacco maltese) per un giocatore esperto come Romagnoli. Rimandato, invece, il giovane atalantino Scalvini, che dovrebbe andare a comporre la coppia del futuro con Alessandro Bastoni . A meno di esplosioni del Federico Gatti di turno, protagonista di una in evoluzione incredibile nell’ultimo mese con la maglia della Juventus.

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