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Espulsione Camavinga: cosa è successo e perché il VAR non poteva intervenire

L’espulsione di Camavinga ha scatenato le polemiche al termine di Bayern-Real. Cosa è successo e perché il VAR non ha richiamato l'arbitro.

Una sconfitta che ha lasciato non pochi strascichi polemici in casa Real e che farà discutere a lungo per la decisione dell'arbitro Slavko Vinčić di espellere per somma di ammonizioni Camavinga a pochi minuti dal 90esimo minuto. Un’espulsione che ha, per forza di cose, condizionato gli ultimi minuti di partita e che, a detta del tecnico Arbeloa, ha influito pesantemente sul risultato finale.

Espulsione Camavinga: cosa è successo?

Stando alle immagini TV, l'arbitro avrebbe ammonito (per la seconda volta) Camavinga per un comportamento antisportivo, ovvero una perdita di tempo. Il francese, infatti, ha trattenuto il pallone più del previsto dopo un fallo fischiato in favore del Bayern.

Un comportamento sicuramente al limite ma che, secondo allenatore e dirigenti del Real Madrid, poteva essere redarguito con un sempice richiamo verbale. Quel che lascia perplessi nella situazione è la gestione del cartellino. Vinčić, infatti, in un primo momento, sembra estrarre il giallo senza portare la mano al rosso, quasi come si fosse dimenticato che il giocatore del Real fosse già ammonito.

Perché il VAR non è intervenuto

Da regolamento, il VAR non può intervenire sui cartellini gialli, ma solo sui cartellini rossi. Sebbene Camavinga sia stato espulso, il cartellino rosso non è stato diretto, ma la somma di due gialli e pertanto il VAR era impossibilitato a richiamare il direttore di gara.

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