Figlio d'arte, Davide Ancelotti inizia la sua carriera da allenatore sulla panchina del Botafogo. Analizziamo il suo profilo, lo stile di gioco e le aspettative che lo accompagnano al Fogão.
Con un contratto fino alla fine del 2026, il trentacinquenne italiano si assume l'onere e l'onore di guidare l'attuale squadra campione del Brasileirao e, soprattutto, della Libertadores.
Il suo arrivo al Fogão rappresenta senza dubbio una scommessa audace della dirigenza bianconera, che ha puntato su gioventù, innovazione e su un profilo internazionale ma ancora inesperto. Infatti per Davide Ancelotti quella sulla panchina del Botafogo è la prima esperienza alla guida di un club e il compito che gli spetta non sarà di certo semplice. Ancelotti infatti dovrà mantenere la squadra competitiva in un calendario fitto e impegnativo.
Ma chi è Davide Ancelotti? E cosa può dare al calcio brasiliano?
Cresciuto nel mondo del calcio d'élite, Davide Ancelotti ha iniziato la sua carriera come preparatore atletico al Paris Saint-Germain nel 2012. Il suo percorso professionale è stato strettamente legato a quello del padre, Carlo Ancelotti, ricoprendo il ruolo di assistente tecnico in club del calibro di Bayern Monaco, Napoli, Everton e Real Madrid.
Nonostante la giovane età, Davide dunuqe già ha lavorato con grandi squadre, stelle internazionali e ha vissuto momenti di massima pressione assistendo il padre in occasioni impportanti come finali di Champions League e big match nella Liga.
Pur non avendo mai guidato una squadra come primo allenatore, Davide ha sempre avuto un ruolo attivo nei club in cui ha lavorato. Il suo arrivo al Botafogo arriva dopo una trattativa sfumata con i Rangers in Scozia, a dimostrazione che il giovane tecnico italiano era già alla ricerca di un nuovo capitolo della sua carriera da allenatore.
Influenzato dall'esperienza del padre, predilige l'equilibrio tattico, la lettura del gioco e la capacità di adattamento durante le partite ma, non avendo precedenti esperienze da primo allenatore, è difficile prevedere con certezza il suo stile di gioco.
Tuttavia, durante i primi allenamenti alla guida del Botafogo, non ha dato l'idea di essere un sostenitore di un sistema rigido, ma di avere un approccio che varia in base all'avversario e al contesto della partita.
Uno dei punti di forza di Davide è la metodologia di allenamento. Ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dei metodi utilizzati da Carlo Ancelotti, con allenamenti incentrati su situazioni reali di gioco, costruzione di azioni e movimenti coordinati. Ci si aspetta che possa sviluppare ancora di più questo approccio anche al Botafogo, con sessioni intense e un alto grado di attenzione tattica.
Giovane e con una solida formazione accademica, comunica bene con i giocatori e valorizza il dialogo. Il suo profilo europeo e internazionale dovrebbe apportare un valore aggiunto alla rosa multiculturale del Botafogo, soprattutto in un momento in cui il club ha obiettivi ambiziosi in Brasile e all'estero.
L'arrivo di Davide Ancelotti segna un nuovo capitolo per il Botafogo. Dopo l'esperienza con Renato Paiva, la dirigenza punta su una mentalità fresca e in linea con il calcio europeo moderno. Ci si aspetta una squadra tatticamente disciplinata, ma anche protagonista nelle partite importanti, soprattutto in Libertadores.
La giovane età di Davide può essere un vantaggio nel rapporto con i giocatori, ma anche una sfida. Dovrà conquistarsi la fiducia della squadra e dimostrare autorità fin da subito.
La scelta di Davide dimostra l'ambizione globale e innovativa del Botafogo nell'era SAF. Se riuscirà a implementare le sue idee e a mantenere il club competitivo, potrebbe segnare l'inizio di una nuova era nel calcio brasiliano, dove allenatori stranieri giovani e preparati guadagnano terreno nei principali club del paese.