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Coppa Davis: l’Italia chiude contro la Svezia

Nel Gruppo A il Canada è già qualificato e gli azzurri provano a contendere al Cile l’ultimo posto disponibile per le Finals di novembre. I nordeuropei, invece, sono già eliminati.

Evento: Italia-Svezia
Luogo: Unipol Arena, Bologna
Quando: 15:00, 17 settembre 2023
Dove vederla: Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis, RaiSport HD

Ultima giornata della fase a gironi della Coppa Davis. Anche per il Gruppo A è arrivato il momento di scoprire i verdetti e capire finalmente quali saranno le squadre a strappare il pass per le Finals di Malaga. A novembre comincerà una nuova competizione e tra coloro che sperano di prenderne parte c’è anche l’Italia. Gli azzurri si giocheranno le residue chance di qualificazione domenica pomeriggio a partire dalle 15:00 all’Unipol Arena di Bologna, sede dell’intero mini-torneo tra i team che hanno composto il gruppo. Avversario della formazione capitanata da Filippo Volandri sarà la Svezia, probabilmente presentatasi all’appuntamento non nelle migliori condizioni e senza eccessive aspettative. Le altre due contendenti nel girone, lo ricordiamo, sono Canada e Cile.

I precedenti tra Italia e Svezia

La sensazione di déjà-vu non è affatto casuale. Italia e Svezia non può definirsi un classico di questa competizione, ma certamente non è un inedito. Le due compagini si sono affrontate anche lo scorso anno, come ben ricorderete, con risultato favorevole agli azzurri grazie alle vittorie di Berrettini e a quella ottenuta in doppio nonostante il ko di Jannik Sinner. Se allarghiamo il discorso possiamo contare complessivamente diciannove confronti tra le due rappresentative ed anche qui la bilancia pende in favore del tricolore. 

12-9 per l’Italia il punteggio nei confronti della Svezia in sessantanove anni di storia. Pensare che invece nella manifestazione la storia premia nettamente i tennisti nordeuropei che possono vantare di rappresentare la quinta nazione con più titoli nella storia della Coppa Davis dietro a USA (32), Australia (28), Francia e Gran Bretagna (entrambe a 10). Sebbene oggi quei tempi appaiano lontani, quello delle Tre Corone è pur sempre il paese di Bjorn Borg, che ad oggi vanta ancora la più lunga serie di vittorie consecutive nel torneo, ben 33 dal 1973 al 1980.

Il punto sull’Italia

L’organico non era certamente al completo alla vigilia del torneo. Le assenze di Jannik Sinner e Matteo Berrettini, infatti, non potevano essere annoverate tra le buone notizie. Ma Filippo Volandri aveva qualche altro asso nella manica da poter pescare. Così tra i due Lorenzo, Musetti e Sonego, Matteo Arnaldi, Simone Bolelli e Andrea Vavassori qualcosa è venuto fuori. 

Non contro i campioni in carica del Canada, indubbiamente, nonostante alla vigilia ci fossero le speranze di poter vendicare il passato. Invece gli azzurri hanno iniziato con un terribile ko, nella portata ancor peggiore delle più nefaste aspettative. Dallo 0-3 subito dai nordamericani, però, i rappresentanti della bandiera tricolore hanno trovato la forza di reagire successivamente contro il Cile. Grazie a quest’ultima vittoria uno spiraglio di luce si è riacceso per tenersi impegnati anche nel mese di novembre organizzando una bella spedizione in Andalusia. 

Occorre naturalmente vincere la prossima gara, per evitare di rientrare anzitempo a casa accolti dalle inevitabili polemiche per quello che sarebbe visto come un fallimento. Le spalle degli azzurri sono larghe, ben abituate alle pressioni. In Coppa Davis l’unico successo risale al 1976 grazie alle superbe prestazioni dei quattro moschettieri Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, guidati da Nicola Pietrangeli. Adesso non si può far affidamento su un parterre di quel livello lì, ma passare il turno è un obiettivo alla portata in un girone insidioso ma fattibile. Ancor di più se l’ultima è contro un avversario che ha poco o nulla da chiedere. 

Il punto sulla Svezia

Il successo contro la Bosnia-Erzegovina al preliminare ha permesso alla Svezia di accedere a questa fase della Coppa Davis. Negli ultimi anni, però, i risultati sono stentati ad arrivare. Nel 2022 non è infatti riuscita ad andare oltre il primo turno mentre un po’ meglio andò nel 2021 con eliminazione giunta ai quarti di finale. 

Stavolta era complicato fin dal principio riuscire ad emergere in un gruppo del genere. Anzitutto per l’assenza del giocatore più rappresentativo, Mikael Ymer, poi per la presenza in organico di tennisti che non figurano neppure tra i primi duecento al mondo considerando il ranking ATP. L’unica eccezione è rappresentata da Elias Ymer, fratello di Mikael, che in graduatoria è comunque alla posizione numero centosettantacinque, quindi neppure così in alto. 

In doppio poi ci sarebbe il 27enne Andre Goransson che qualche piccola soddisfazione se l’è tolta in carriera rispetto ai suoi colleghi. Ma insomma nulla di trascendentale, tant’è che sono arrivate due sconfitte nelle altre due gare giocate contro Canada e Cile. Ora c’è l’Italia per provare a chiudere in bellezza una manifestazione nata già sotto una cattiva stella. 

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