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Coppa Davis: le prime sei qualificate alla fase a gironi

Gli USA non tradiscono contro l’Uzbekistan e si qualificano alla fase a gironi. Pollice in su pure per Serbia, Francia, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna.

Tre giorni di tennis per decretare le dodici nazionali che andranno a comporre il quadro della Coppa Davis, in programma dal 12 al 17 settembre per la fase a gironi e dal 21 al 26 novembre per quella finale dai quarti all’atto conclusivo dell’evento. Ricordiamo anzitutto che il Canada, l’Australia e le wild card Italia e Spagna sono già ammesse di diritto al torneo e attendono quindi soltanto i nomi di chi gli andrà a fare compagnia. 

Piuttosto scontato è stato il primo verdetto: gli USA hanno una storia troppo ricca, relativamente a questa manifestazione, per non farne parte. Si tratta della prima nazione ad aver giocato più di trecento tie e non ci ha messo molto a liberarsi di un avversario come l’Uzbekistan con un tre a zero perentorio a Tashkent. Per la quarta volta la compagine guidata dal capitano David Nainkin potrà così godersi la fase finale della coppa. 

Si è trattato sostanzialmente di un remake di quanto già visto nel 2020 con un epilogo che non si è discostato più di tanto. Certamente non nel verdetto che ha confermato il buon momento del movimento tennistico americano. In attesa, naturalmente, di confronti più probanti. Intanto determinante è stato il successo della coppia formata da Austin Kraijcek, debuttante assoluto, e Rajeev Ram, che ha celebrato il quinto successo in sei doppi giocati in Nazionale. I due, presenti nella top 10 del ranking nella sezione di doppio, hanno sconfitto col punteggio di 62 a 64 Sergey Fomin e Sanjar Fayziev.

Tutto facile per la Serbia contro la Norvegia. Francia sì, ma che fatica!

Non solo di stelle e strisce si è vissuto in queste prime quarantotto ore di assaggio di Coppa Davis. Un’altra nazionale a strappare il pass per la fase a gironi è stata infatti la Serbia, anch’essa per la quarta volta ammessa a giocarsi le proprie fiches nel torneo. Si è chiuso tre a zero anche il tie di Oslo con la Norvegia, rappresentata da Viktor Durasovic e Herman Hoyeraal, che è capitombolata sotto i colpi di racchetta del duo formato da Nikola Cacic e Filip Krajinovic. 

Nella pur giovane storia della Serbia, nata di fatto soltanto nel 1995, ci sono già due finali conquistate nella competizione. La prima andò particolarmente bene con il successo sulla Francia datato 2010. Meno fortunata invece la seconda che vide le Aquile Bianche soccombere contro la Repubblica Ceca. Ci sarà comunque modo di riprovarci nell’attuale edizione. 

Più sofferta la qualificazione ottenuta dalla Francia che ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per venire a capo di un’Ungheria combattiva e mai doma. Se la prima giornata si era conclusa in sostanziale equilibrio, con la vittoria di Piros su Bonzi e quella di Humbert su Fucsovics, nella seconda i galletti hanno veramente tremato. Nonostante la Francia potesse fare affidamento su una coppia particolarmente esperta come quella composta da Nicolas Mahut e da Arthur Rinderknech è servito un mezzo miracolo per regolare i magiari e regalare una possibile occasione di rilancio ai transalpini. 

I fratelli Ymer fanno grande la Svezia. Norrie porta avanti la Gran Bretagna

La Svezia si coccola i suoi gioiellini, i due fratelli di origine etiope Mikael e Elias Ymer, grazie ai quali passa il turno dando appuntamento a settembre. Nel preliminare giocatosi a Stoccolma contro la Bosnia-Erzegovina è andato tutto nei singolari con Mikael Ymer che ha battuto prima Mirza Basic e poi Damir Dzumhur. Quest’ultimo poi ha perso anche contro Elias Ymer nel match che ha di fatto concluso anzitempo la sfida con la Bosnia che è tornata a casa con la consolazione comunque di aver vinto nel doppio. 

La sorpresa più grande di giornata è stata comunque la vittoria della Svizzera a spese della Germania con uno Stan Wawrinka decisamente sugli scudi. Bene, infine, anche la Gran Bretagna che qualcosa ha lasciato sul difficile campo veloce e in altura colombiano ma che ha poi rimediato con la coppia Evans/Skupski che ha superato i sudamericani Cabal e Farah. Al resto ci ha pensato poi Cameron Norrie, sul velluto contro Nicolas Medja.

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