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Che esordio per Filippo Rinaldi: chi è il portiere del Parma che ha rubato la scena nella sfida con il Napoli

Nel pareggio del Parma a Napoli c’è lo zampino di un esordiente; andiamo a scoprire chi è Filippo Rinaldi.

Un esordio migliore difficilmente si può sognare, parole del protagonista assoluto della sfida tra il Napoli di Antonio Conte e il Parma di Cuesta. Filippo Rinaldi ha commentato così dopo il fischio finale dell’incontro:

"Son sensazioni bellissime, è difficile da spiegare. Fare l'esordio in Serie A in questo stadio non lo immaginavo nemmeno nei miei sogni più belli; farlo senza prendere gol e portare a casa un punto, non potevo chiedere di più. La squadra ha fatto una prestazione importante, abbiamo concesso poco. Non è facile venire qua e metterli in difficoltà; noi lo abbiamo fatto, quindi siamo contenti."

Se il tecnico Cuesta ha deciso di affidargli le chiavi della porta in una partita complicata come quella con il Napoli, un motivo deve esserci pur stato, e chi ha guardato la sfida lo ha capito sin da subito.

I salvataggi su Hojlund e Buongiorno durante il primo tempo e la sicurezza mostrata durante tutta la durata del match sono sembrate qualità di un portiere con esperienza. Ma chi è Filippo Rinaldi?

Filippo Rinaldi – La carriera

Portiere classe 2002 di Montecchio Emilia, è cresciuto nelle giovanili del Parma, senza fare il suo esordio con i Crociati fino a questo momento.

Una carriera che lo ha portato in giro per l’Italia tra vari prestiti in Serie C, dove vanta 94 presenze ottenute con le maglie di Piacenza, Olbia, Montevarchi e Feralpisalò. Convinto dalle buone qualità mostrate mentre era in prestito, il Parma ha deciso di aggregarlo alla rosa di quest’anno.

Dopo una vita passata tra le fila dei Ducali, ieri Cuesta ha deciso di dargli fiducia e schierarlo al posto dell’altro prodotto del vivaio, Edoardo Corvi.

L’idolo Buffon

Stagione 2021/22: al Parma ritorna una leggenda assoluta, Gigi Buffon. In quel momento Filippo Rinaldi faceva parte della rosa e si allenava con la prima squadra, avendo la possibilità di allenarsi fianco a fianco con il suo idolo:

Quei 10 giorni sono stati bellissimi. La prima cosa che mi ha colpito di lui è la sua grande umiltà e umanità. Da un giocatore del suo livello e del suo talento, che ha vinto un Mondiale e che è stato capitano della Nazionale, ci si aspetta magari un atteggiamento diverso con i giovani. Invece mi sono trovato davanti a una persona che si è messa a totale disposizione della squadra e dello staff, anche con me che ero un giovane terzo portiere. Si è comportato in maniera esemplare, dandomi tanti consigli e aiutandomi tanto.”

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