L’AEK Atene batte il LASK mantenendo la porta inviolata. Tra i pali l’ex Benevento e Palermo Alberto Brignoli.
In Italia, se dici Brignoli, pensi a Benevento-Milan e a quel gol di testa in tuffo che rese il portiere bergamasco idolo indiscusso della tifoseria delle Streghe. Ma la carriera di Alberto Brignoli è molto di più di quel leggendario gol. Una carriera che parte da lontano, da Montichiari per la precisione, e arriva fino all’esordio in UEFA Champions League con l’AEK Atene.
In mezzo, come detto, Benevento ma anche tantissima gavetta e tre esperienze all’estero. La prima nel 2016 al Leganés, poche presenze e il ritorno in Italia, a Perugia, prima di Benevento, Palermo ed Empoli. Poi ad Atene, prima sponda Panathinaikos, squadra nella quale gioca per tre stagioni prima di passare ai rivali di sempre dell’AEK. Qui trova meno spazio ma riesce a vincere il campionato, giocando anche una partita nei playoff scudetto. Poi, quasi inaspettato, ecco l’esordio in UEFA Champions League contro il LASK, la porta inviolata e i tre punti.
Un percorso lungo quello di Brignoli, fatto di alti e bassi, fatto di squadre provinciali come Lumezzane, Ternana (la prima che lo porta in cadetteria) e Sampdoria, prima delle già citate esperienze all’estero e alle avventure in Italia.
Ora, a 35 anni, l’esordio in UEFA Champions League e una storia, quella europea con l’AEK, ancora tutta da scrivere.