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Championship: il Leicester punta su Enzo Maresca

Le Foxes hanno deciso di mettersi nelle mani del tecnico che quest’anno ha affiancato Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City. Una scelta chiara, nel ricordo delle imprese di Ranieri e nel segno del bel gioco. 

Il Leicester punta con decisione su Enzo Maresca. Il progetto è chiaro: un altro italiano sulla panchina delle Foxes, il secondo della storia dopo la leggenda Claudio Ranieri. Non un dettaglio da poco, se pensiamo alla voglia di rinascita dei biancoblu, chiamati a risalire immediatamente in Premier League dopo la sanguinosa retrocessione di quest’anno. 

Così, come nell’incredibile successo in campionato della stagione 2015/16, ora il Leicester è chiamato ad un’altra impresa, questa volta in salsa Championship. Il momento è difficile e per questo la società presieduta da Khun Aiyawatt ha deciso di affidare la squadra ad un altro allenatore del Belpaese. No, non c'è la superstizione di mezzo, perché Maresca è professionista apprezzatissimo sul suolo britannico, probabilmente più che in Italia. Per la serie, "nemo propheta in patria".

Enzo Maresca e Guardiola: una connessione nel segno del bel gioco

Dal canto suo, Maresca è molto legato al campionato inglese: da calciatore, l'esordio tra i grandi avviene proprio in First Division (l'attuale Championship), con la maglia del mitico West Bromwich. Dobbiamo tornare indietro fino al 1998, quando un giovane centrocampista dai piedi buoni si impone tra i migliori interpreti del ruolo di regista della Serie B inglese. 

Dopo una stagione e mezza arriva la chiamata della Juventus, ma la Gran Bretagna rimane nel cuore: più di venti anni dopo, indossati i panni di allenatore, Maresca viene nominato tecnico del Manchester City U23 e lo porta per la prima volta a vincere il campionato di Premier League 2, la Lega di sviluppo del calcio inglese. Con lui, nella stagione 2020/21, sbocciano talenti del calibro di Cole Palmer (22 presenze nell'ultima stagione con i big della Premier) e James Mcatee (fortissimo, ma decisamente meno precoce). 

I giovani del City danno spettacolo, vincono il campionato con la bellezza di 14 punti di vantaggio sulla seconda e la buona novella arriva fino in Italia. Da qui, l'esordio da "primo allenatore" sulla panchina del Parma, in Serie B: le cose non vanno bene, la squadra non riesce ad ingranare e - complici le appena 4 vittorie in 13 gare - viene esonerato. Il City e Guardiola, però, non si sono scordati di lui e nell'estate 2021 viene nominato collaboratore tecnico al fianco del mitico allenatore catalano. Un'attestazione di stima incredibile che certifica la connessione filosofico-calcistica tra Guardiola e Maresca, con l’italiano che - da grande appassionato di scacchi - punta tutto sull’organizzazione e sulla ricerca dell’effetto sorpresa, per sfruttare al meglio i punti deboli degli avversari. 

Insomma, nel calcio di Maresca non c’è spazio per l’improvvisazione e, invece, non sono da escludere soluzioni insolite, un po’ come ha fatto quest’anno lo stesso Guardiola schierando quattro centrali (con Stones nell’insolita posizione di “volante”) e solo un esterno di ruolo. Da qui la connessione tra i due tecnici e l’infatuazione di un Leicester che vuole vincere attraverso il bel gioco: una sorta di processo di purificazione, dopo una stagione segnata da tante brutte figure e dalla inaspettata retrocessione in Championship.

Maresca, un predestinato: quella profezia dell’altro mito Manuel Pellegrini

L'altra patria calcistica di Maresca, insieme ovviamente all'Italia (che lo vede vestire le maglie di Juve, Bologna, Piacenza, Fiorentina, Sampdoria e Palermo), è senza ombra di dubbio la Spagna. Da calciatore è tra i protagonisti del primo exploit europeo del Siviglia tra il 2005 e il 2006, ma l'incontro folgorante è con il mitico Manuel Pellegrini, che nel 2011 guida il Malaga. 

Il tecnico cileno gli predice il futuro, dicendogli chiaramente che - una volta appesi gli scarpini al chiodo - dovrà vestire i panni d’allenatore. Proprio Pellegrini, nel 2018, lo vuole al suo fianco come allenatore in seconda del Malaga. Un cerchio che si chiude, un'esperienza fondamentale prima dei successi in Premier League 2 e la stagione da sogno al fianco di Guardiola. Perché un po' della Champions League conquistata contro l'Inter è anche sua. 

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