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Champions League: trionfo City, Inter che peccato

L'undici di Manchester si aggiudica una finale equilibrata e palpitante fino all'ultimo: di Rodri il gol decisivo a metà ripresa.

Il paradosso è che Pep Guardiola ce l'ha fatta finalmente a portare il Manchester City sul tetto d'Europa, ma di corto muso. Ha vinto la Champions League con pieno merito, al termine di un cammino esaltante e spettacolare, ma nella partita decisiva l'ha spuntata di misura, con un golletto a metà ripresa di Rodri, piegando a fatica un'Inter mai doma e difendendo strenuamente il risultato negli ultimi minuti proprio come...una squadra italiana: tutti dietro, pronti ad agire di rimessa, ringraziando anche la buona sorte in alcune circostanze.

Manchester City in trionfo, ma onore all'Inter

È un segno del destino, ma forse anche la logica conseguenza del fatto che il City abbia fatto tesoro dei propri errori: due anni prima, a Oporto, non aveva rinunciato ai propri principi ed era stato beffato dal Chelsea. Stavolta i Cityzens hanno badato al sodo e forse mettere da parte le velleità di spettacolo per puntare sul pragmatismo era l'unico modo possibile per avere ragione di un'Inter che si è confermata squadra solida e velenosa, coriacea come poche e con grinta da vendere. Un'Inter che, con tutta probabilità, avrebbe meritato di giocarsi la coppa a Istanbul ai supplementari e, perché no, ai rigori, avendo fallito una serie di occasioni clamorose nel finale di gara.

Il racconto del match: le formazioni

Inglesi in campo col collaudato 3-2-4-1. In porta Ederson, linea difensiva formata da Akanji, Ruben Dias e Aké, con Stones e Rodri a fare da schermo e un quartetto di giocolieri - Bernardo Silva, De Bruyne, Gungodan e Grealish - alle spalle di Haaland. 

Inter col 3-5-2, modulo d'ordinanza di Inzaghi. Tra i pali Onana, quindi Darmian, Acerbi e Bastoni, con Dumfries e Dimarco sulle fasce e con Barella e Calhanoglu ai lati di Brozovic, regista e ispiratore delle trame di gioco. In attacco il partner di Lautaro dal 1' è Dzeko.

Il racconto del match di Istanbul: il primo tempo

Nei minuti iniziali è il City a dettare i ritmi. Gli inglesi mantengono il possesso del pallone, l'Inter però si difende con ordine e dà l'impressione di poter colpire con le sue ripartenze. Ci prova Bernardo Silva da dentro l'area: fuori misura. Ma è l'unico squillo della squadra di Guardiola. Col passare dei minuti, infatti, crescono i nerazzurri, che al 26' hanno a disposizione una ghiotta chance: erroraccio di Ederson, Barella prova a sorprenderlo di prima intenzione ma il pallone finisce vicino alla bandierina. La gara è gradevole, vivace. Haaland, in ombra, si fa vedere con una conclusione centrale ben respinta da Onana, bravo pure sul successivo tentativo di De Bruyne. La possibile svolta al 36': proprio De Bruyne è costretto a lasciare il campo, al suo posto Foden.

La ripresa: Rodri sblocca il risultato al 23'

La formazione di Guardiola ci mette un po' a prendere confidenza col nuovo assetto tattico, continua ad avere il pallino del gioco ma non sfonda, neanche nel secondo tempo. Al 14' anzi rischia il patatrac: retropassaggio sbagliato di Bernardo Silva, Lautaro si ritrova a tu per tu con il portiere che ignora il neo entrato Lukaku a centro area e prova a far tutto da solo, trovando l'opposizione di Ederson. 

I ritmi si abbassano e quasi a sorpresa, al minuto 23, arriva il gol che decide il match. Insistita azione del Manchester City, al termine di una manovra avvolgente il pallone finisce in area e Rodri, con perfetto tempismo, lo spedisce nell'angolino alla sinistra di Onana, immobile. Inglesi in vantaggio.

Le clamorose occasioni finali per l'Inter

La reazione dell'Inter è immediata. Incredibile la chance non sfruttata da Dimarco, che di testa coglie una traversa e poi, sulla ribattuta, si vede respingere il nuovo tentativo da Lukaku. Inzaghi cambia gli esterni, lancia Bellanova e Gosens per Dumfries e Bastoni, e i suoi continuano a spingere. L'Inter ci prova, anche a costo di lasciare spazi al contropiede del City: Onana salva su Foden. Il finale è da thriller. Brozovic scodella in area per Lukaku che da due passi si fa respingere il colpo di testa da Ederson, la palla sbatte su Stones che miracolosamente riesce a indirizzarla in corner, evitando l'autogol. 

I nerazzurri ci provano fino alla fine, ma le ultime speranze vanno via sul colpo di testa di Gosens respinto dal portiere, sugli sviluppi di un calcio d'angolo calciato con Onana nell'area di rigore del Manchester City. Vincono gli inglesi, all'italiana. Una finale più incerta ed equilibrata di quanto fosse lecito attendersi, con l'Inter assolutamente alla pari dell'undici di Guardiola, issatosi in ogni caso con merito sul tetto d'Europa.

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