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Champions League: l'ossessione del Manchester City

Nonostante gli investimenti sostenuti dallo sceicco Mansour, il club inglese ha sempre fallito l'assalto al trofeo. Anche con Guardiola in panchina. A Istanbul sarà la volta buona?

All'assalto della Champions League. Il Manchester City dovrà superare l'ostacolo Inter per mettere finalmente le mani sulla coppa europea più prestigiosa. Quella che il club insegue da anni, senza tuttavia esserci mai riuscito nonostante gli ingenti investimenti sostenuti. Bisognerà aspettare fino a sabato 10 giugno per scoprire chi solleverà al cielo il trofeo all'Atatürk Olympic Stadium di Istanbul, già sede di una delle finali più belle e spettacolari di tutti i tempi (ricordate la clamorosa rimonta del Liverpool ai danni del Milan di Ancelotti?). 

Di sicuro, Pep Guardiola farà di tutto per esaudire le richieste dello sceicco Mansour, per cui la Champions rappresenta una sorta di ossessione. Inter permettendo, il triplete è ad un passo: Premier League (la terza di fila) e FA Cup costituiscono il gustoso antipasto di un menu che diventa stellato solo con l'aggiunta della Champions League a impreziosirne il valore. La storia tra il trofeo più nobile del Vecchio Continente e il Manchester City inizia anni addietro. Precisamente nel settembre 2008, quando Mansour bin Zayd Al Nahyan rileva il club inglese dal passato tutt'altro che glorioso per renderlo uno dei più forti del pianeta in pochissimo tempo.

Il ritorno nell'Europa che conta 43 anni dopo l'ultima volta

Tocca a un allenatore italiano, Roberto Mancini, riportare il Manchester City tra le grandi d'Europa nella stagione 2011/12. L'organico è stato rafforzato negli anni con gli innesti dei vari Tevez, Aguero, David Silva e Dzeko. Ma la squadra non è ancora pronta a livello internazionale, tanto da non superare neppure la fase a gironi. A sorpresa, infatti, chiude al terzo posto dietro a Bayern Monaco e Napoli

Va ancora peggio la stagione successiva, quando i Citizens finiscono ultimi - per giunta senza mai vincere neanche una partita - nel girone con Borussia Dortmund, Real Madrid e Ajax. La proprietà opta per il cambio in panchina: al posto del Mancio viene ingaggiato per la stagione 2013/2014 Manuel Pellegrini. E il mercato porta in dote Jovetic, Demichelis, Fernandinho e Jesus Navas. 

Finalmente il Manchester City abbatte la maledizione della fase a gironi, arrivando a pari merito col Bayern Monaco ma passando come seconda. Però non va oltre agli ottavi di finale, dove incassa una doppia sconfitta dal Barcellona. L'anno seguente è un déjà vu. Gli inglesi pescano ancora una volta il Bayern Monaco nel gruppo, si qualificano di nuovo come secondi e chi incontrano agli ottavi? Il Barcellona! L'epilogo è lo stesso: avanti i blaugrana, che poi si laureeranno campioni d'Europa.

La prima volta in semifinale

De Bruyne, Otamendi e Sterling sono le stelle della campagna di rafforzamento per la stagione 2015/16. Il Manchester City si aggiudica il girone con Juventus, Siviglia e Borussia Mönchengladbach per poi eliminare agli ottavi la Dinamo Kiev. Ai quarti la sfida con l'altra nuova super potenza del calcio mondiale: il Paris Saint-Germain di Thiago Silva, Ibrahimovic, Di Maria e Cavani. Passa la squadra inglese, che poi perde il doppio confronto col Real Madrid.

L'era Guardiola, ma ancora niente Champions

Per tentare l'assalto alla Champions League, il Manchester City si affida a quello che è considerato il miglior allenatore del mondo: Pep Guardiola. Stones, Sané, Gabriel Jesus (tesserato a gennaio), Gundogan e Bravo: sono solo alcuni dei regali fatti dalla proprietà al tecnico catalano. Ma in coppa è un flop clamoroso, perché lo squadrone inglese esce agli ottavi per mano del Monaco. Segue un'altra campagna acquisti faraonica: alla corte di Guardiola approdano Laporte, Walker, Mendy, Bernardo Silva, Ederson e Danilo. La corsa europea, però, s'interrompe ai quarti con la doppia sconfitta con il Liverpool. 

Nella stagione seguente i Citizens vincono tutto in patria (Premier League, Fa Cup e Coppa di Lega), ma la spedizione europea si rivela di nuovo fallimentare: a sorpresa sono eliminati ancora una volta ai quarti, dal Tottenham. La storia si ripete nel 2019/20: altro avversario sulla carta abbordabile - l'Olympique Lione - e altra rovinosa caduta ai quarti. 

Il 2020/21 sembra finalmente l'anno buono: nella fase a eliminazione diretta il City elimina nell'ordine Borussia M'gladbach, Borussia Dortmund e Paris Saint-Germain, ma viene sconfitto in finale - la prima della sua storia - dal Chelsea, che vince 1-0. Ha quasi dell'incredibile l'eliminazione in semifinale dello scorso anno per mano del Real Madrid: la doppietta nel recupero di Rodrygo porta le squadre ai supplementari, poi Benzema chiude i conti. 

Quest'anno altra semifinale col Real Madrid, ma esito diverso. La vendetta è servita grazie al fragoroso 4-0 del ritorno: con la stella norvegese Haaland in attacco il Manchester City sembra inarrestabile. Sarà la volta buona?

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