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Champions League: le squadre più forti di sempre ad alzare la coppa

Vincere per conquistare un posto nella storia. Qualcuno è riuscito a crearsene uno ancora più speciale, rimanendo per sempre nella memoria della gente. I top team che si sono aggiudicati il trofeo.

Chi vincerà la Champions League 2023/24? In attesa della finalissima di Wembley, diamo uno sguardo alle squadre che hanno già scritto il loro nome nell'albo d'oro della coppa. Alcune hanno lasciato un ricordo indelebile per qualità di gioco, forza dei propri campionati, o anche per la loro capacità di entrare nel cuore degli appassionati. Quali sono state le più forti di sempre? Difficile dirlo, anche se a qualcuna era oggettivamente impresa ardua scippare quella coppa dalle mani. Proviamo allora a ripercorrere assieme a voi quelle che sono state le squadre che hanno lasciato il ricordo migliore, magari anche segnando un’epoca.

Il Manchester City del 2022/2023

Una squadra che ha scritto la storia è quella che ha trionfato nell'ultima edizione: il Manchester City di Pep Guardiola. Uno squadrone capace di ribaltare la tradizione e di vincere la prima Champions del City grazie alla forza d'urto di un gruppo in grado di giocare a memoria, dove la forza – Haaland – e la fantasia – Foden, Mahrez, Alvarez, Bernardo Silva – offensiva si mischiano a una solidità difensiva ai limiti della perfezione. Una squadra che nella stessa stagione ha vinto Premier League, FA Cup e Champions, entrando di diritto nel mito.

Il Milan del 1989/1990

Arrigo Sacchi fu una vera e propria intuizione del presidente Berlusconi. Difeso, nonostante un inizio complicato, il profeta di Fusignano riuscì nel tempo a dimostrare di meritare l’investitura. Il suo Milan è rimasto non solo negli almanacchi ma anche nella memoria di tutti quelli che lo hanno visto giocare a calcio. Col Diavolo ebbe modo addirittura di vincere per due volte la Champions, che all’epoca veniva chiamata Coppa dei Campioni, peraltro consecutivamente.

La sua era una squadra marcatamente italiana: otto undicesimi erano infatti azzurri. La colonna portante era rappresentata dai vari Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini: una difesa di ferro a protezione del numero uno Giovanni Galli. Gli unici stranieri erano olandesi e conferivano al gruppo la qualità indispensabile per fare breccia nella difesa avversaria.

Rijkaard, Gullit e Van Basten hanno offerto un contributo significativo alla causa. Basti pensare alla finale del 1989 con doppietta di Gullit e Van Basten per schiantare quattro a zero lo Steaua Bucarest. L’anno dopo fu Riijkard invece a siglare l’unica rete con la quale i rossoneri batterono il Benfica. Squadra bella e anche efficace.

Il Real Madrid del 1956/1960

Notevole salto indietro temporale ma assolutamente dovuto. Di Champions il Real Madrid ne ha vinte tante, disponendo sempre di squadre fortissime. Quella del 1956 però fu particolare, anche perché fu la prima edizione di sempre di una competizione che avrebbe condizionato notevolmente il prosieguo del calcio.

Il Real ne vinse addirittura cinque consecutive, anche grazie all’immensa classe di Alfredo Di Stefano in campo e alla disciplina imposta da un sergente quale l’allenatore Villalonga. Nella prima di una lunga serie di finali gli spagnoli batterono in rimonta i temibili francesi dello Stade Reims che tra le proprie fila avevano calciatori importanti come Michel Hidalgo e Raimond Kopa. Sono quelli gli anni in cui nacque il mito del Real.

Il Barcellona del 2009/2011

Se Arrigo Sacchi ha rivoluzionato il calcio, Pep Guardiola lo ha sublimato eccellendo ancora di più nel concetto dell’estetica di questo sport che tanto appassiona. L’arrivo sulla panchina del Barcellona del tecnico spagnolo coincide con l’avvento del tanto celebrato tiqui taca, imitato con risultati non sempre altrettanto esaltanti da molti altri nel corso degli anni. I blaugrana a quei tempi erano però qualcosa di davvero sensazionale.

Non solo per la presenza del calciatore più forte di tutti, Lionel Messi, ma anche per un centrocampo senza eguali che poteva disporre del trio Xavi-Busquest-Iniesta. Poi c’erano Eto’o, Henry, Puyol, Piqué: insomma non mancava la qualità. Già togliere palla a quel Barcellona era impresa ai limiti dell’impossibile, figurarsi batterlo. Dopo il successo del 2009 i catalani si ripeterono anche due anni dopo sempre contro il Manchester United.

Il Liverpool degli anni 1977/1984

Se il Real Madrid ha caratterizzato l’epoca di metà anni Cinquanta, dal 1977 al 1984 non c’è storia e non c’è stata neppure competizione. Si è preso tutto il Liverpool o quasi. Un’eccezione c’è ed è l’Amburgo che ha sottratto una Coppa dei Campioni ai Reds nel 1983. Per il resto un tripudio rosso, nel quale qualcosa di italiano veniva riconosciuto, se non altro per la solidità difensiva cui faceva da contraltare conferendo quel pizzico di imprevedibilità alla manovra data dai giocatori di maggior classe come Keegan e Dalglish. L’epopea ebbe inizio nel 1977 con la finale vinta per tre a uno contro il Borussia Moenchengladbach. Bruges, Real Madrid e Roma le successive vittime di una squadra non spettacolare ma dura da battere.

L’Inter del biennio 1964 e 1965

Nel biennio 1964/65 la più forte di tutte è stata l’Inter, capace di alzare la coppa per due volte di fila. In panchina c’era il mago Helenio Herrera. In campo una formazione che ancora oggi in molti conoscono a memoria. Sandro Mazzola, Luisito Suarez, Giacinto Facchetti sono solo alcuni dei protagonisti di quegli straordinari trionfi. Prima il Real Madrid e poi il Benfica le due squadre battute in finale per un gruppo rimasto nella storia.

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