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Champions League: le sette meraviglie del Milan

Dai due successi con Nereo Rocco in panchina alla clamorosa cinquina dell’era Berlusconi. La storia rossonera è costellata da esaltanti vittorie in finale, come il clamoroso 4-0 al Barcellona di Cruyff.

Il Milan non starà vivendo un momento esaltante in campionato, ma in Europa è squadra che si trasforma. A parlare è la sua storia, con tanto di sette Champions League conquistate e secondo posto nell'albo d'oro alle spalle dell'inarrivabile Real Madrid (che invece è a quota 14). In attesa dello spettacolare derby tutto italiano contro il Napoli, valevole per i quarti di finale di questa edizione della Coppa, ripercorriamo brevemente le sette meraviglie milaniste nella competizione più importante del panorama calcistico europeo.

Coppa dei Campioni 1962-63: Altafini regala il primo successo ai rossoneri

L’inizio di una grande avventura. Sessant’anni fa il primo sigillo del Milan nella coppa più prestigiosa: nello stupendo scenario dello stadio di Wembley, a Londra, i rossoneri hanno la meglio contro una squadra mitologica come il Benfica di Eusebio, vincitore delle precedenti due edizioni e capace di mettere fine allo strapotere del Real Madrid. I lusitani, però, niente possono contro la truppa di Nereo Rocco: sugli scudi il mitico José Altafini, autore di una doppietta che ha annullato la rete iniziale della Pantera Nera. Quel Milan, però, non è solo nel segno del talentuoso italo-brasiliano, ma anche di giocatori straordinari come le certezze Cesare Maldini, Giovanni Trapattoni e un giovanissimo Gianni Rivera.

1968-69: il bis con un sontuoso Rivera. Tripletta in finale per Prati

Passano sei anni e la squadra di Rocco si ripete: in campo ci sono ancora Trapattoni e Rivera e questa volta la vittima sacrificale è un'altra squadra entrata nella leggenda come l'Ajax di Johan Cruyff. Gli olandesi non possono niente contro la corazzata italiana, avanti con un clamoroso 4-1 segnato dalla tripletta d'autore di Pierino Prati. Una vittoria incredibile, se si pensa al predominio del calcio totale oranje: non a caso l'anno seguente a vincere fu il Feyenoord, mentre il triennio successivo fu proprio all'insegna dell'Ajax.

1988-89: il primo successo dell'era Berlusconi. Con Sacchi è calcio-spettacolo

Per il terzo successo milanista, ci vogliono altri venti anni e gli incredibili investimenti del presidente Silvio Berlusconi. Gli uomini di Arrigo Sacchi sono protagonsti di una cavalcata esaltante: prima il fenomenale 6-1 complessivo contro il Real Madrid in semifinale, poi il poker in finale contro lo Steaua Bucarest di Gheoghe Hagi. Mattatori della serata gli olandesi Gullit e Van Basten, ma a girare a meraviglia è tutta la squadra: la difesa di Baresi e Paolo Maldini, la classe di Ancelotti, l'imprevedibilità di Donadoni. Una corazzata pazzesca.

1989-90: i rossoneri si confermano i più forti. Gol di Rijkaard contro il Benfica

Vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più. Il Milan, però, è una compagine che non conosce limiti: passa un anno ed ecco la quarta Coppa dei Campioni. A Vienna, ancora una vittoria contro il Benfica, come successo ai tempi di Nereo Rocco ed Eusebio. La squadra è nei fatti la stessa e a salire in cattedra è ancora una volta un olandese: non un attaccante ma il fenomenale Frank Rijkaard, protagonista con una zampata delle sue. Grande delusione per l'ennesima sconfitta in finale per il Benfica, guidato da Sven-Goran Eriksson e nel segno dei futuri "italiani" Aldair e Thern.

Champions League 1993-94: clamoroso poker ai danni del Barcellona

Anche con Fabio Capello in panchina, il Milan riesce a salire sul tetto più alto d’Europa. Anche questa volta, come successo alla fine degli anni ‘60, la vittima designata è la leggenda Cruyff, in questa occasione sulla panchina del Barcellona. Contro Romario, Stoichkov e Guardiola, il Milan si conferma nuovamente la squadra più forte. Incredibile 4-0 con doppietta di Massaro e rete da cineteca di Dejan Savicevic. 

2002-2003: la sfida interminabile con la Juventus di Lippi

Il sesto trionfo arriva contro la Juventus. I bianconeri sono orfani di Pavel Nedved (squalificato) e si affidano ad un Gianluigi Buffon sontuoso, sugli scudi con una parata ai limiti del sovrannaturale al cospetto di Pippo Inzaghi. Il match è equilibratissimo e si arriva ai rigori: decisivo quello realizzato da Shevchenko, che entra così nell’Olimpo milanista. 

2006-2007: due anni dopo, ecco la rivincita contro il Liverpool

Un anno difficile, tra post Calciopoli e i primi scricchiolii di una gestione ultra-vincente, ma anche nel 2007 il Milan si conferma squadra dal profilo internazionale. Questa volta, dopo l’incredibile sconfitta di due anni prima, il Liverpool di Gerrard deve arrendersi: grande serata per il solito Filippo Inzaghi, autore di una doppietta da vero condor dell’area di rigore. È lui l’arma segreta di Carlo Ancelotti, che qui conquista la sua seconda Champions da allenatore.

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