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Champions League: i “doppi ex” di Manchester City e Inter

Tanti gli elementi che hanno difeso entrambe le maglie. Tra questi spicca il centravanti bosniaco Edin Dzeko, l’unico in campo nella finale di Istanbul. Nella lista anche Cancelo, Balotelli e Roberto Mancini.

La finale di Champions League tra Manchester City e Inter è ormai ad un passo. Parliamo di due squadre dalle storie decisamente diverse: se i milanesi sono sulla cresta dell’onda almeno dagli anni Cinquanta, gli inglesi, invece, dopo qualche sussulto nella prima metà del secolo scorso, hanno iniziato a banchettare con le big del calcio internazionale solo da 12 anni. In pratica, dal primo trionfo dell'era moderna targato Roberto Mancini (parliamo della FA Cup). Proprio in questo arco di tempo, sono tanti i protagonisti - illustri o meno - che hanno difeso i colori di Citizens e nerazzurri. 

Ecco quali sono, partendo ovviamente dai calciatori ancora in attività:

Edin Dzeko

Il più importante di tutti, anche perché scenderà in campo nell’atteso appuntamento di Istanbul. Il centravanti bosniaco, punto fermo dello scacchiere tattico di Simone Inzaghi, ha difeso la maglia del City proprio negli anni dei primi successi dell’era moderna. Per lui due campionati inglesi, una FA Cup, una Carabao Cup e una Community Shield, con tanto di 72 reti totali in quattro stagioni e mezza.

João Cancelo

Il funambolico (e duttile) esterno portoghese ha vissuto una sola stagione in nerazzurro, ma ha lasciato un buon ricordo a Manchester, dove ha giocato per tre stagioni e mezza prima dell'inaspettato strappo con Pep Guardiola dello scorso gennaio. Per l'esterno lusitano 154 presenze, 22 assist e 9 gol nella appagante esperienza in terra inglese.

Mario Balotelli

L’ex nazionale italiano ha vissuto le migliori esperienze della sua carriera proprio con le due maglie. In nerazzurro l’esordio da giovanissimo e i primi lampi di classe e potenza; in Inghilterra, sotto la guida di Roberto Mancini, ha giocato un'ottima seconda stagione (2011-2012, con 17 reti totali), conquistando anche una Premier.

Patrick Vieira

Il centrocampista francese è stato tra i fedelissimi di Mancini quando i nerazzurri vincevano di tutto e di più in Italia. Tre stagioni e mezza in nerazzurro per il campione del mondo e d'Europa, che chiude la carriera proprio a Manchester con una stagione e mezza arricchita dal successo in FA Cup.

Stevan Jovetic

Talento immenso, ora finito nelle retrovie del calcio europeo (gioca nell’Hertha Berlino, fanalino di coda in Bundesliga e retrocesso nella B tedesca). Il nazionale montenegrino lascia il segno nella stagione 2013/14, quella della vittoria in Premier League del Manchester City, poi - dopo l'esperienza ad inizio carriera con la Fiorentina - torna in Italia, ma con l'Inter non riesce mai a convincere.

Roberto Mancini

Qui parliamo ovviamente di un allenatore. L’attuale ct della Nazionale è ricordato con favore sia a Milano che a Manchester: con i nerazzurri ha dato il via al ciclo che ha poi conosciuto l’apice con il triplete mourinhiano, in quel di Manchester regala il terzo titolo d'Inghilterra della storia, a distanza di quasi mezzo secolo dall'ultimo. Leggenda.

Maicon

Il laterale brasiliano ha dato il meglio di sé in Italia: tra dribbling, assist e grandi giocate in nerazzurro ha conquistato la bellezza di quattro campionati, una Champions League e una Coppa del mondo per club. Sottotono, invece, l’esperienza in terra britannica: solo una stagione, la 2012/13, per il classe '81, che sente la nostalgia dell'Italia e torna in Serie A per un triennio comunque positivo con la Roma

Aleksandar Kolarov

Percorso inverso, invece, per il possente laterale serbo. Kolarov dà il meglio di sé con il City, con cui vive sette stagioni da protagonista assoluto tra il 2010 e il 2017, lavorando così con Mancini, Manuel Pellegrini e Pep Guardiola (per un anno). Il terzino colleziona 247 presenze e 21 gol con i Citizen, prima di passare alla Roma (con cui si riscopre bomber implacabile) e di chiudere la carriera, con tantissimi basi e pochi alti, con la maglia dell'Inter di Conte e poi di Simone Inzaghi.

Le meteore: da Felipe Caicedo fino a Bernardo Corradi

Tra gli altri “doppi ex” troviamo poi cinque elementi che non hanno certamente lasciato il segno. Tra questi troviamo il cileno David Pizarro: dopo la fruttuosa esperienza con l'Udinese, nel 2005 il regista viene acquistato dall'Inter: 40 presenze ma viene subito scaricato e passa alla Roma, dove vive cinque annate da incorniciare. Proprio al termine dell'esperienza con i giallorossi, Pizarro passa al City ma in mezza stagione non riesce ad incidere: per lui solo un gol in Europa League.

Decisamente peggiori le cose per l'attaccante Bernardo Corradi (solo una presenza in nerazzurro e appena 3 gol con il City nella stagione 2006/2007), mentre il centrocampista Ousmane Dabo è riuscito almeno a collezionare 18 presenze in Lombardia e, curiosamente, lo stesso numero in Inghilterra, prima del triennio alla Lazio tra il 2008 e il 2010. Non pervenuto, invece, il giovane Filippo Mancini (figlio di Roberto). Menzione a parte, infine, per il brasiliano Sylvinho, che finisce la sua carriera da calciatore con i Citizen e poi tra il 2014-16 è collaboratore tecnico nella seconda esperienza in nerazzurro dell'allenatore Roberto Mancini. 

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