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Champions League: i 5 gol più iconici nella storia delle finali

Bale, Zidane, Mandzukic, Messi e Savicevic i protagonisti scelti in una competizione fondata nel 1955 e che ancora oggi non smette di far sognare. 

Quella coppa, quella bellissima coppa. I più fortunati sono riusciti a metterci le mani su quelle orecchie così grandi a testimonianza della magnificenza della competizione. Tanti altri si sono accontentati di ascoltare la musichetta ipnotica ed elettrizzante allo stesso tempo, col boato degli stadi gremiti a intensificarne il momento conclusivo. Gli sportivi vivono per attimi così che sanno regalarti un’emozione indelebile. 

Parliamo naturalmente della Champions League, inseguita, desiderata, sognata da ogni calciatore e vissuta come momento più alto della propria attività professionale. C’è anche chi in carriera ha saputo incidere il proprio nome nella storia del torneo segnando in finale gol talmente belli da rimanere nella storia. Abbiamo provato, in un compito particolarmente arduo, ad individuarne i cinque migliori. Ci scusino gli altri. Nella selezione abbiamo tenuto conto anche di quanto abbiano impattato sulla memoria collettiva. A prescindere dal risultato della partita. 

Gareth Bale – Finale 2018

Cominciamo con il Real Madrid e d’altra parte non avremmo potuto fare diversamente dal momento che è la regina di questo torneo con quattordici successi. Nella finalissima dell’edizione 2017/2018 i Blancos stavano faticando allo Stadio Olimpico di Kiev contro un Liverpool ben messo in campo dal tecnico Jürgen Klopp. Il punteggio era di uno a uno con le reti di Benzema prima e Mané poi. Così Zizou Zidane, uno che di colpi di genio se ne intendeva, decide di mettere in campo Gareth Bale, una delle tante risorse presenti sull’imponente panchina del club spagnolo. 

Il gallese ci mette appena tre minuti per spingere la coppa in direzione Madrid per l’ennesima volta. Dal nulla gli viene fuori una rovesciata senza senso che inchioda Karius e gli Spurs ad una dolorosa sconfitta. Ma Bale is on fire e con la complicità di un distratto portiere segna pure la rete del 3-1. Game set match.

Zinedine Zidane – Finale 2002

In quella edizione la rivelazione era stata il Bayer Leverkusen, outsider capace di arrivare fino all’Hampden Park di Glasgow per giocarsi un qualcosa di inimmaginabile alla vigilia. E a dire la verità i tedeschi non sfigurarono neppure in campo, sebbene di fronte avessero i Galacticos di Del Bosque in panchina e Zizou Zidane in campo. Proprio il francese si inventò un gol clamoroso con una girata al volo su un cross perfetto di Roberto Carlos. Il suo tiro di sinistro andò a finire sotto all’incrocio dei pali con un ammirato e inerme Butt a osservare. 

Mario Mandzukic – Finale 2017

Millennium Stadium di Cardiff, 3 giugno 2017. Il Real Madrid arrivava all’appuntamento reduce dalla vittoria dell’edizione precedente. Di fronte aveva la Juve che aveva già provato a mettere le mani su quel trofeo nel 2015 perdendo in finale contro il Barcellona. Pronti, via e dopo venti minuti Cristiano Ronaldo porta in vantaggio gli spagnoli. I bianconeri però non si arrendono e trovano quasi immediato il pareggio con Mario Mandzukic. 

Lancio di Bonucci per Alex Sandro che crossa per Higuain, stop e assist per il centravanti croato che con una girata acrobatica d’alta scuola trafigge Keylor Navas. Sembra l’indizio di un vento che sta iniziando a girare verso Torino. Ma la Juve nella ripresa crolla sotto i colpi di Casemiro, CR7 e Asensio. Resta la bellezza della rete di Mandzukic, ma non la coppa che va un’altra volta allo spietato Real.

Lionel Messi – Finale 2011

Non si può non mettere Lionel Messi nella storia di questo torneo. Ne ha fatti diversi in Champions League ma quello difficilmente potrà essere dimenticato. La Pulce fa tutto da solo, prende palla da Iniesta, percorre qualche metro e scaglia un sinistro potente e preciso contro il quale Edwin van der Sar non può nulla. L’equilibrio si rompe e il Barcellona si prende il trofeo, chiudendo pure i conti con David Villa. I campioni sono così, mai banali nei momenti in cui decidono di salire in cattedra e prendersi la scena. 

Va detto che anche un paio d’anni prima lo stesso Messi e contro lo stesso avversario ne aveva fatto un altro decisamente niente male. Peraltro in un modo nel quale non ti aspetti da uno con la sua statura: addirittura infatti andò a bersaglio di testa saltando, ancora una volta di fronte al povero portierone olandese.

Dejan Savicevic – Finale 1994

Atene, stadio Olimpico. Sulla panchina del Milan non c’è più Arrigo Sacchi: al suo posto è arrivato Fabio Capello con una visione del calcio completamente differente da quella del profeta di Fusignano. Di fronte c’è il temibile Barcellona, spazzato via come fosse polvere da un Diavolo nella sua miglior versione. 4 a 0 il punteggio finale in favore dei rossoneri con Savicevic sugli scudi come assist-man e come bomber con un delizioso pallonetto per sopraffare il malcapitato Zubizarreta. 

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