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Champions League: è Treble per il Manchester City

L'undici di Guardiola ripete l'impresa dei “cugini” dello United nel 1999: le analogie e le differenze tra le due formazioni.

Missione compiuta. Anche il Manchester City è riuscito a centrare il Treble, il successo nelle tre competizioni stagionali più importanti: Champions League, Premier League e FA Cup, la Coppa d'Inghilterra. Ventiquattro anni dopo la grande impresa dei “cugini” del Manchester United, ennesima tappa di quell'ideale passaggio di consegne tra le due formazioni di Manchester che è stato alla base dei propositi e delle ambizioni del City al momento del passaggio di proprietà al vertice della società.

Secondo Treble nella storia del calcio inglese, ottavo in assoluto

È la seconda volta per il calcio inglese, appunto, che una squadra riesce ad aggiudicarsi tutto ciò che c'è da vincere nel corso dell'annata. O quasi, perchè alcuni traguardi minori (Community Shield, Efl Cup) sono stati comunque lasciati per strada. La prima (e unica) volta, per gli inglesi, era stata nel 1999 con lo United. Ma del club fanno parte altre sei squadre. Il Celtic nel 1966/67, capace di aggiudicarsi campionato, Coppa Campioni, Coppa di Scozia, Coppa di Lega e persino Glasgow Cup. 

Nel 1971/72 c'è riuscito l'Ajax, imitato poi nella stagione 1987/88 dai connazionali del PSV Eindhoven. Quindi il già menzionato successo del Manchester United nel 1998/99, il Triplete del Barcellona nel 2008/09 (con Guardiola in panchina) e quello dell'Inter di Mourinho nell'annata successiva: nerazzurri in trionfo in campionato, in Champions e in Coppa Italia. Poi è stata la volta del Bayern Monaco nel 2012/13 e ancora del Barcellona nella stagione 2014/15, stavolta con Luis Enrique al timone.

La stagione magica del Manchester City

In fondo il trionfo del City era nell'aria, già da diverse stagioni. La squadra di Guardiola ha portato a termine un percorso di crescita che l'ha vista diventare dominatrice assoluta in Inghilterra, con cinque titoli di Premier nelle ultime sei stagioni. Mancava la ciliegina europea, che è arrivata spazzando via delusioni e amarezze in serie, come la finale di Oporto persa nel 2021 a vantaggio del Chelsea, o come l'eliminazione in semifinale lo scorso anno per mano del Real Madrid, con tanto di incredibile rimonta nei minuti finali del match di ritorno al Bernabeu. 

Quest'anno i Cityzens si sono dimostrati maturi e smaliziati, concedendo forse un po' meno allo spettacolo e badando più a raccogliere nel concreto i frutti del proprio lavoro. Sono arrivate così l'ennesima Premier, grazie a un'esaltante rimonta nel girone di ritorno sull'Arsenal, l'altrettanto entusiasmante trionfo in FA Cup, grazie al successo in finale sugli eterni rivali dello United, e quindi il successo in Champions, col tiratissimo 1-0 ai danni dell'Inter.

Manchester City, i protagonisti del trionfo

Squadra senza punti deboli, quella di Guardiola, sublimata in estate dagli arrivi di Haaland, formidabile macchina da gol, di Akanji, che ha aiutato a registrare ulteriormente la difesa, e dello stesso Phillips, che ha dato consistenza al centrocampo. Proprio il norvegese, con 12 reti, si è rivelato protagonista assoluto in Champions. Memorabile la serata col Lipsia, nel ritorno degli ottavi di finale, in cui è riuscito a realizzare addirittura cinque marcature. 

Essenziale l'apporto di De Bruyne, che ha messo a segno il gol del pari nell'andata della semifinale col Real, nell'unica partita di tutto il torneo che il Manchester City ha rischiato di perdere, così come essenziali si sono rivelate le giocate di Bernardo Silva (quattro reti per lui), le trame di Rodri, autore del gol decisivo in finale, le chiusure di Stones e Ruben Dias e le geometrie di Gundogan. Essenziali, poi, le parate di Ederson, non più spettatore in campo ma autore di interventi prodigiosi nei momenti clou.

Le differenze col Manchester United del 1999

Un Manchester City solido ed essenziale, ma comunque assolutamente devastante: il 4-0 in semifinale al Real Madrid, forse, è la sintesi perfetta della potenza esplosiva dello squadrone di Guardiola. Lo United di sir Alex Ferguson del 1999, invece, era specializzato soprattutto nelle rimonte. In campionato la spuntò di misura sull'Arsenal (proprio come il City quest'anno), in FA Cup sul Newcastle (2-0). 

In Champions, invece, dopo aver passato da miglior seconda la fase eliminatoria nel difficile girone con Bayern e Barcellona, ha eliminato Inter (2-0 e 1-1), Juventus (1-1 a Old Trafford con rete del pari di Giggs a tempo scaduto e 3-2 a Torino, con Keane, Yorke e Cole a firmare il sorpasso dopo essere andati sotto di due reti) e quindi in finale ha piazzato il ribaltone sul Bayern, al Camp Nou di Barcellona. Di Sheringham e Solskjaer le reti che hanno trasformato lo 0-1 in 2-1 nelle ultimissime battute. Una squadra “inglese”, quello United. Decisamente più “europeo” il City di Guardiola.

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