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  1. Tennis

Carlos Alcaraz, il campione di oggi e di domani

Lo spagnolo, che già battaglia con Djokovic per la prima posizione nel ranking, è ormai pronto a raccogliere l'eredità del connazionale Nadal: in Australia non ha mai vinto.

Evento: Australian Open 
Luogo: Melbourne Park, Melbourne
Data: 14-28 gennaio 2024
Orario: ogni giorno sessioni al via all'1:00 e alle 08:30
Dove vederla: Sky, Cielo, Eurosport, NOW

Venti anni compiuti a maggio 2023 e un futuro radioso davanti a sé. Semplicemente, Carlos Alcaraz. L'erede designato di Rafael Nadal, numero 2 del ranking mondiale ma già abituato a occupare la prima posizione, vuole continuare a stupire il mondo intero. Per lui parlano i tanti (precoci) successi: uno su tutti, quello dello scorso settembre negli US Open, con vittoria in finale contro il norvegese Casper Ruud, di certo non l’ultimo arrivato. Per Alcaraz, quello è stato il primo trionfo in un torneo del Grande Slam: si è poi ripetuto a Wimbledon, lo Slam più ambito e prestigioso di tutti, con buona pace degli altri esponenti della nouvelle vague del tennis internazionale, Jannik Sinner compreso.

Carlos Alcaraz, come nasce un campione: dai primi successi ai trionfi nello Slam

Il nuovo che avanza. Ma ormai non c’è più da stupirsi: parliamo, oltretutto, di un ragazzo capace di conquistare 12 titoli in pochi anni di carriera, imponendosi già in cinque Masters 1000. Una macchina da guerra che vive per la vittoria: tutto ha inizio nel luglio 2021, quando trionfa nel torneo di Umago e conquista così il suo primo titolo ATP superando in finale Richard Gasquet. Per il francese è una resa incondizionata (6-2, 6-2) e la netta impressione è che sia nata una stella. E così è in effetti, visti i risultati degli ultimi anni. 

Il tutto, è bene specificarlo, al netto di un record che Alcaraz non riuscirà mai a battere: sembra incredibile, ma il fuoriclasse iberico non è il tennista più giovane a imporsi in una competizione ATP, con il giapponese Kei Nishikori decisamente più “precoce” di lui (nel 2008 vinse a Delray Beach a 18 anni e un mese). Nello stesso 2021 Alcaraz è protagonista di un incredibile successo contro l'allora numero 3 del ranking Stefanos Tsitsipas, nell’ambito proprio degli US Open (è il più giovane ad avere raggiunto i quarti di finale e avrebbe potuto puntare a qualcosa di più se non fosse stato costretto al ritiro durante il match con Auger-Aliassime).

Un anno d’oro, il 2021, ma quello successivo sa di vero e proprio capolavoro, con tanto di vetta della classifica ATP raggiunta al termine di una cavalcata memorabile, fatta di giocate sopraffine e successi entusiasmanti. L'annata inizia con il successo ai Miami Open: si tratta della sua prima affermazione in un Masters 1000, dove supera ancora una volta Tsitsipas e si impone in finale contro Casper Ruud. 

Trova gloria pure in patria, con il Masters 1000 di Madrid, che lo vede superare per la prima volta il maestro Nadal (che precedentemente lo aveva sempre battuto), con tanto di trionfi in semifinale e finale contro gente del calibro di Djokovic e Zverev. Da quel momento non si può più parlare di talento in erba o di potenziale campione: siamo al cospetto di un predestinato che può raccogliere il testimone dei tre fuoriclasse (Federer e gli stessi Djokovic e Nadal) che hanno marchiato a fuoco il tennis dell'ultimo ventennio. Non sorprende, così, che Alcaraz conquisti il primo posto del ranking mondiale dopo l'affermazione negli US Open: conserva la posizione anche alla fine del 2022, e questo nonostante la flessione evidente tra Astana, Basilea e Parigi e qualche problemino fisico.

Alcaraz nel 2023: i successi in patria, a Indian Wells e a Wimbledon

Il resto è storia recente. Alcaraz prima perde la vetta della classifica, complice anche l'assenza agli Australian Open dove curiosamente il suo miglior risultato rimane il terzo turno raggiunto nel 2022, ma è poi protagonista di una rincorsa entusiasmante segnata dal successo a Buenos Aires contro Norrie, dalla sconfitta nella finale di Rio de Janeiro (proprio il britannico si prende la rivincita) e dall'altro trionfo a Indian Wells (in semifinale supera Sinner, nell'ultimo atto strapazza Medvedev concedendogli solo cinque giochi). 

Vince anche a Barcellona, dove addirittura non perde nemmeno un set, e fa il bis a Madrid: nelle finali ha la meglio su Tsitsipas e sulla sorpresa Struff. Con questi risultati riprende la vetta della classifica ATP, poi cede a Djokovic in una leggendaria semifinale del French Open e deve abdicare. Si riscatta con gli interessi al Queen's e soprattutto a Wimbledon, battendo al quinto set il serbo per raccogliere (definitivamente?) lo scettro dal grande maestro Rafa Nadal e confermare che la scuola spagnola non scherza. Per niente.

Ma ora va a caccia di una nuova impresa: il primo trionfo sul cemento australiano. La nuova sfida del talento spagnolo che ha già bruciato le tappe e non vuole fermarsi.

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