Il Championship Tour della World Surf League approda sul reef delle Mamanuca dal 25 agosto. Dopo le Fiji resta una sola tappa prima della scrematura: qui si gioca più del titolo.
È il momento decisivo. L'ottava tappa del Championship Tour 2026 della World Surf League si sposta alle Fiji, con il celebre reef di Cloudbreak. La finestra di gara è aperta dal 25 agosto al 4 settembre: non si tratta di un appuntamento come gli altri, perché dopo il Fiji Pro resta solo Lower Trestles prima che il circuito si stringa ai primi 24 uomini e alle prime 16 donne. Vietato sbagliare, insomma, perché c'è chi si gioca il sogno mondiale, ma anche chi vuole almeno confermarsi tra i big del tour.
Il teatro della gara è Cloudbreak, un'onda che frange su una barriera corallina a circa un miglio e mezzo al largo di Tavarua, la celebre isola a forma di cuore nell'arcipelago delle Mamanuca (costa occidentale di Viti Levu).
È una sinistra lunga e velocissima, divisa in tre sezioni: si parte da The Point, si passa per The Middle e si finisce sulle famigerate Shish Kebabs. La difficoltà? Più si va avanti, meno acqua c'è sotto la tavola: il finale è la parte che fa paura. Poca acqua, tanto corallo.
Come di consueto nel surf agonistico, la WSL non fissa un programma rigido. Dentro la finestra di undici giorni la direzione di gara sceglie di volta in volta le giornate con le condizioni migliori, di norma quattro o cinque, e la chiamata arriva la sera prima. Le Fiji sono dieci ore avanti rispetto all'Italia, quindi il primo heat della mattina fijiana cade dalle nostre 21:00 in poi, della sera precedente. Questa volta, niente sveglie all'alba per gli appassionati italiani.
In Italia non esiste al momento una diretta televisiva sui canali lineari, ma seguire il Championship Tour, Fiji Pro è semplicissimo. Tutte le batterie sono trasmesse gratuitamente in diretta streaming sul sito ufficiale worldsurfleague.com e sulla app WSL, disponibile per smartphone, tablet e smart tv. Il canale YouTube della lega fa invece da vetrina, con dirette parziali, highlights e interviste.
L'Italia ha un solo rappresentante nel Championship Tour, ma da tempo non è più una semplice comparsa. Leonardo Fioravanti sta vivendo una stagione storica: il 14 giugno ha vinto il Surf City El Salvador Pro (primo successo italiano di sempre nel massimo circuito), per poi chiudere secondo in Brasile e arrivare a indossare la maglia gialla di numero uno del mondo.
C'è però un dettaglio tecnico che pesa. Le sue due prove migliori del 2026 sono arrivate su una destra (Punta Roca) e su un beach break (Saquarema). Cloudbreak è una sinistra, e il talento romano la surfa di spalle. Il precedente immediato non rassicura: a Teahupo'o, altra feroce sinistra da tubo su corallo, l'azzurro non è stato protagonista di un'ottima prestazione.
Qui viene premiato chi sa posizionarsi e stare profondamente dentro il tubo, e chi non ha timore reverenziale del reef. Nel tabellone maschile occhi puntati sui brasiliani Italo Ferreira e Yago Dora (campione del mondo 2025), sul talento puro dell'australiano Jack Robinson e su Colapinto, che qui trionfò nel 2024.
Tra le donne, i riflettori sono sulla campionessa in carica Molly Picklum, sul talento generazionale di Caitlin Simmers, sulla californiana Sawyer Lindblad e sulla stessa Brooks.
Il 2026 ha ribaltato le regole del surf professionistico. Niente più WSL Finals in un giorno solo, niente più taglio di metà stagione: il titolo mondiale torna a decidersi ai punti, calcolati sui migliori nove risultati su dodici eventi. Sono spariti anche i turni non eliminatori, quindi chi perde va a casa subito.
Alle Fiji si presentano 36 uomini e 24 donne, pronti alla grande scrematura in vista del gran finale di dicembre al Banzai Pipeline (Hawaii), un evento che da solo vale 15.000 punti, una volta e mezza un evento normale. Ci sarà da divertirsi.