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ATP Toronto: c’è de Minaur tra Sinner e il suo primo Masters 1000

L’azzurro ha battuto in semifinale Tommy Paul garantendosi un posto nella finalissima del torneo. Dove troverà l’australiano contro il quale ha un bilancio nettamente positivo. 

Evento:Jannik Sinner-Alex de Minaur
Luogo: Sobeys Stadium, Toronto
Quando: 22:00, 13 agosto 2023
Dove vederla: Sky Sport Summer, Sky Sport Tennis, NOW

Ad un certo punto sembrava che l’attuale edizione dell’ATP di Toronto stesse prendendo le sembianze della precedente. Con Alejandro Davidovich Fokina nei panni di Pablo Carreño Busta, trionfatore un anno fa. Ma lo spagnolo del 2023 non aveva fatto i conti col tritacarne Alex de Minaur, in versione top nel corso di questa settimana canadese. Sarà quindi l’australiano a contendere il titolo a Jannik Sinner in un torneo che si è divertito a rimescolare tutte le carte andando spesso e volentieri al contrario di quelli che potevano essere i pronostici della vigilia. 

D’altra parte anche due campioni e potenziali favoriti per la vittoria finale come Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev hanno dovuto alzare bandiera bianca ed arrendersi nelle pieghe di una competizione più difficile del previsto. Bene così per quel che riguarda l’italiano, che in semifinale ha dovuto affrontare lo statunitense Tommy Paul, dando il via ad un match piuttosto nervoso come era prevedibile che fosse per due che non sono proprio così abituati a giocare partite del genere in un Masters 1000. 

Per l’altoatesino sarà la terza finale in una manifestazione di tale rilievo, la prima lontano da Miami e la seconda in questo nuovo anno nel quale gli veniva chiesto proprio un definitivo salto di qualità. I precedenti tra Sinner e de Minaur sono tutti a favore del primo, in una superiorità che fino ad oggi è parsa schiacciante. Parliamo di quattro vittorie a zero per il ventunenne di San Candido, dal 2019 al 2022, dalle Finals italiane fino all’ATP di Madrid dello scorso anno. Se questo score vorrà dire qualcosa lo scopriremo tra qualche ora ma di certo in una rassegna del genere sarà bene non dare nulla per scontato. Perché qui a Toronto niente è come sembra.

Come arriva Jannik Sinner

L’esultanza più grande Jannik Sinner in questa settimana catartica della sua carriera probabilmente l’avrà avuta con l’eliminazione di Daniil Medvedev. Può sembrare un’esagerazione ma certi avvenimenti ti inducono a pensare con ancora maggiore convinzione di potercela fare. Anche perché il russo è sempre stato una sorta di bestia nera per l’azzurro, per cui meglio evitarlo se possibile. 

Il cammino dell’altoatesino qui in Canada è stato pressoché perfetto, con qualche scricchiolio esclusivamente di fronte a un Gael Monfils mai domo nello scontro diretto dei quarti di finale contro il rappresentante del Belpaese. Per il resto Sinner è stato una macchina perfetta, avvantaggiato pure dal forfait improvviso di Andy Murray per risparmiarsi un incontro che, data l’intensità della manifestazione, è sempre un piccolo grande vantaggio. Le altre sue vittime sono state quindi Matteo Berrettini, in un derby tutto tricolore, e il già citato Tommy Paul in semifinale. In quest’ultimo caso possiamo tranquillamente affermare che la partita è stata tutt’altro che spettacolare. Probabilmente anche per l’elevata posta in palio con la tensione che ha giocato un brutto scherzo per entrambi. 

Nella sagra degli errori e un match più tattico che vibrante, comunque il ventunenne di San Candido è riuscito a portarlo a casa ed è un segnale prezioso in vista dell’ultimo atto della competizione. Ora c’è Alex de Minaur, con il quale ha giocato in doppio proprio in questo torneo e contro il quale non ha mai perso. Dalla finale del 2019 ne è passata di acqua sotto i ponti per un Sinner che oggi proverà a confermare la sua regola senza eccezioni.

Come arriva Alex de Minaur

Battere questo Alex de Minaur non sarà però impresa facile. Far leva sul passato può dare sicuramente maggiore convinzione a Sinner, però all’australiano le gambe in questa settimana sono girate particolarmente bene. Basta vedere come ha dominato contro Davidovich Fokina per rendersi conto che c'è un’aura particolare qui a Toronto. Il ventiquattrenne nato a Sydney ha la possibilità di giocarsi per la prima volta in carriera un Masters 1000. Il ranking lo ha già premiato portandolo virtualmente alla dodicesima posizione mondiale. Salto confermato pure nella Race che lo vede adesso sull’ultimo scalino della top ten. 

La sua settimana canadese era cominciata, come ben ricorderete, contro Andy Murray, dopodiché ai sedicesimi ha dovuto affrontare uno dei padroni di casa come Gabriel Diallo. Quindi Taylor Fritz agli ottavi, che è stato pure l’unico a strappargli un set, prima di compiere una vera e propria impresa estromettendo dalla kermesse uno dei grandi favoriti come Medvedev. Stiamo parlando di un ragazzo in evidente crescita, che negli scorsi mesi ha infilato in bacheca il suo primo titolo in 500 ad Acapulco battendo il numero 10 al mondo Holger Rune e ripetendosi in finale contro Tommy Paul. 

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