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ATP Auckland: Gasquet torna a festeggiare cinque anni dopo

Il trentaseienne francese batte Cameron Norrie in finale e conquista il sedicesimo titolo della carriera. L’ultimo lo aveva vinto nel 2018.

La settimana di Auckland è volata via in fretta. Doveva essere un secondo antipasto, insieme ad Adelaide, di ciò che poi avremmo visto agli Australian Open che stanno per cominciare. E invece il torneo ha avuto una propria anima, con continue sorprese che ne hanno sensibilmente aumentato l’appeal e che non sono mancate nemmeno in finale. Perché infatti ad aggiudicarsi il titolo è stato Richard Gasquet e non Cameron Norrie al quale venivano dati alla vigilia tutti i favori del pronostico. 

Non che sia stata facile, anzi. Ci sono stati momenti in cui il francese sembrava soccombere fino alla reazione d’orgoglio che lo ha tenuto in vita fino a ribaltare completamente la situazione. Il primo set era andato in favore del britannico che, dopo un momento di tentennamento, aveva chiuso i giochi portandosi sul 6 a 4. Stesso punteggio, ma stavolta in favore di Gasquet, nel secondo set nel quale è decisivo un solo break con la gara che poi scorre agevolmente per il 36enne di Béziers abile a non concedere praticamente nulla all’avversario. 

All’ultima battaglia è Norrie a passare in vantaggio e trascinare verso di sé l’inerzia dell’incontro. Gasquet però resiste, riesce a salvarsi e piazza una mostruosa serie di cinque game consecutivi che gli consentono di rimontare completamente sul rivale al quale strappa anche due volte la battuta. E così che si porta sul sei a quattro diventando campione.

Il percorso del campione fino al successo contro Norrie

Richard Gasquet non ha scelto di fare tennis. Piuttosto con la racchetta in mano ci è nato. Sia il padre che la mamma, infatti, erano insegnanti e lo hanno avvicinato a questo mondo fin dalla tenerissima età. Tanto che il francese venne da subito considerato una sorta di predestinato vincendo titoli già da ragazzino. La carriera poi non ha sempre avuto una evoluzione in crescita, anzi. Qualche passo a vuoto c’è stato per quel ragazzino, oggi uomo di trentasei anni, che comunque qualche torneo lo ha vinto. Sono infatti sedici i titoli portati a casa dal transalpino: l’ultimo era però datato nel tempo, risalente al 2018 quando riuscì ad imporsi sull’erba di ‘s-Hertogenbosch. 

Serviva, insomma, rinfrescare un po’ la bacheca aggiungendo un tassello comunque importante e che certifica una competitività che alcuni pensavano non potesse più esserci. Lo sport però talvolta premia la caparbietà e la voglia di mettersi in gioco dei protagonisti, cui viene data la possibilità di ritagliarsi uno spazio in copertina anche quando sembra che il meglio sia ormai alle spalle. Il torneo di Gasquet, qui ad Auckland, era cominciato ai sedicesimi di finale quando era riuscito a superare in due set l’australiano Kiranpal Pannu. 

Nello step successivo la vittima è stata poi il portoghese Joao Sousa mentre il livello si è alzato ai quarti contro David Goffin che ha costretto il francese a vincere di rimonta, preludio di ciò che avremmo visto poi nella finalissima. Alla quale è arrivato a causa dell’improvviso forfait del suo connazionale Constant Lestienne. Doveva essere la sfida tra veterani ed invece Gasquet si è ritrovato direttamente di fronte a Cameron Norrie. I due non si erano mai affrontati prima. Il resto è storia con il trentaseienne Gasquet di nuovo alla ribalta grazie al prestigioso trionfo neozelandese. 

Dalla Nuova Zelanda agli Australian Open: la prossima sfida di Gasquet

E ora? Ora bisogna rimettersi immediatamente in moto. Nello sport c’è poco tempo per godersi un successo perché immediatamente bisogna concentrarsi sul prossimo traguardo. La nuova sfida di Richard Gasquet, certamente più complicata, si chiama Australian Open. La competizione comincerà già lunedì 16 gennaio ma il francese scenderà in campo un giorno dopo per sfidare il connazionale Ugo Humbert. La precedente edizione andò piuttosto male per il trentaseienne che fu costretto ad un forfait anzitempo senza la possibilità di continuare il torneo. Stavolta, salvo altri imprevisti, la possibilità gli sarà data ma qui la lista dei big è praticamente completa. 

Mancherà Carlos Alcaraz, giovane astro nascente del tennis, ma per il resto ci saranno i vari Novak Djokovic, Rafael Nadal, Daniil Medvedev, il secondo classificato degli US Open Casper Ruud, Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev, Felix Auger-Aliassime e tantissimi altri. Anche l’Italia proverà a dire la sua in questo attesissimo evento con i propri rappresentanti che sono Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini, Fabio Fognini e Mattia Bellucci. Dopo la finale persa qui ad Auckland proverà a rifarsi anche Cameron Norrie, il grande sconfitto dall’esperienza neozelandese. Anche stavolta il suo avversario parlerà francese: al primo turno se la vedrà contro Luca Van Assche. 

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