Quattro tappe, tutte al di sopra del Circolo Polare Artico: è il fascino dell'Arctic Race, la corsa ciclistica più a nord del mondo.
Evento: | Arctic Race |
Luogo: | Norvegia |
Data: | 13-16 agosto |
Orario: | dalle 11:25 circa |
Dove vederla: | Eurosport |
Quattro tappe, tutte al di sopra del Circolo Polare Artico, tra i fiordi e le isole Vesteralen: è il fascino unico dell'Arctic Race, la corsa più a nord del mondo, che torna come consuetudine a metà agosto e promette spettacolo. In palio c'è la conquista della maglia di leader, il cui colore giallo simboleggia il sole di mezzanotte, tipico di questa regione posta a nord della Norvegia.
L'edizione del 2026 dell'Arctic Race è in programma da giovedì 13 a domenica 16 agosto, con quattro frazioni in programma. La tappa 1 del 13 agosto, da Evenes a Myre, misura 181,9 km e prenderà il via alle 11:40.
La tappa 2 del 14 agosto, da Bo i Vesteralen ad Andenes, misura 180 km e prenderà il via alle 11:45. La tappa 3 del 15 agosto, da Stokmarknes a Storheia summit (Melbu), misura 142,5 km e prenderà il via alle 13:30.
La tappa 4, quella conclusiva del 16 agosto da Sortland a Narvik, misura 190,8 km e prenderà il via alle 11:40. L'arrivo di ogni tappa, variabile in base alla velocità media di percorrenza, è previsto tra le 17:40 e le 18-18.10.
I diritti di trasmissione per l'Italia delle corse ciclistiche di categoria UCI 2.Pro, Arctic Race compresa, sono di pertinenza di Eurosport, distribuito attraverso varie piattaforme come HBO Max, Discovery+, DAZN, TIMvision e Prime Video Channels, a cui si accede attraverso specifici abbonamenti.
Nella prima frazione, definita come collinare, si parte da Evenes, a 48 metri sul livello del mare, e si arriva a Myre dopo un percorso che si va vivacizzando dopo un'ottantina di chilometri, con tre GPM di seconda categoria: il Karingen Summit (3,2 km al 4,8% di pendenza media), lo Stovatnet (1,7 km al 7%) e lo Storeidet (1,9 km al 4'1%).
La seconda tappa, con partenza da Bo i Vesteralen, prevede tre settori di sterrato e due GPM di seconda categoria, ma piuttosto distanti dall'arrivo ad Andenes, sull'isola di Andoya: la prima salita, il Ryggedals, misura 1,4 km con pendenza del 6,3%, la seconda, lo Stovatnet, è lunga 2 km con pendenza al 4,4%. Pianeggiante il finale.
La terza tappa parte da Stokmarknes, prevede due passaggi in cima allo Stovatnet (1,7 km al 7%), attraversa l'isola di Hadseloya, poi si chiude con una salita molto impegnativa – classificata come HC – fino alla sommità dello Storheia: tre chilometri e mezzo con pendenza media dell'11,8%, quasi al livello delle salite più dure dei grandi giri.
L'ultima tappa scatta da Sortland e si chiude a Narvik, sede dei Mondiali 2029 di sci, e l'arrivo è posto proprio in prossimità della stazione sciistica, quarto GPM di giornata. Il primo e il terzo sono di seconda categoria, rispettivamente il Karingen (2,8 km al 4,2%) e lo Skoddebergvatnet (1,3 km al 6,5%). Il secondo e il quarto sono di prima. Il Balteskaret misura 2 km con punt dl 7,2%, il Narvikfjellet misura invece 2,3 km con una pndenza media dell'8,6%.
Sono 18 le squadre che hanno assicurato la propria presenza alla corsa, tra cui sei formazioni WorldTour, otto Professional e quattro Continental.
Queste le squadre WorldTour:
Lotto Intermarché
NSN Cycling
Jayco Alula
Picnic PostNL
Uno-X Mobility
XDS Astana
Queste le squadre Professional:
Caja Rural-Seguros RGA
Euskaltel-Euskadi
Modern Adventure
Pinarello Q36.5
Flanders Baloise
Polti VisitMalta
TotalEnergies
Rose Rockets
Queste le squadre Continental:
Lillehammer CK
Drali-Repsol
Ringerike
Lucky Sport
Il norvegese Hushovd è stato il vincitore della prima edizione della corsa, che si è tenuta nel 2013. L'anno seguente ha vinto l'olandese Kruijswiik, nel 2015 l'estone Taaramae, quindi nel 2016 l'unico successo di un italiano: Moscon. Nel 2017 l'ha spuntata il belga Tuns, nel 2018 il russo Cerneckij e nel 2019 il kazako Lucenko.
Nel 2021 vittoria per un altro belga, Hermans, nel 2022 per il norvegese Leknessund. Nel 2023 ha vinto il britannico Williams, nel 2024 il danese Cort Nielsen, nel 2025 il neozelandese Strong davanti al britannico Pidcock e all'italiano Scaroni.